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Sassari

Motorizzazione civile, «uffici sardi al collasso»

di Paoletta Farina
Motorizzazione civile, «uffici sardi al collasso»

Tempi lòughissimi per le immatricolazioni e personale carente nelle sedi di Sassari, Cagliari, Nuoro e Oristano. La Confartigianato Trasporti scrive al ministro Delrio, al presidente della Regione Pigliaru e ai parlamentari isolani: un disastro per i cittadini e le imprese

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SASSARI. Motorizzazione civile nel caos, la Confartigianato Trasporti Sardegna scende in campo e chiede un immediato intervento al ministro Graziano Delrio con una lettera inviata anche al presidente della Regione, Francesco Pigliaru e ai parlamentari sardi. Perché non c’è solo il caso Sassari, con gli sportelli chiusi per mancanza di personale, «tutto il sistema isolano delle Motorizzazioni è al collasso, con conseguenze pesantissime per cittadini, imprese di trasporto e autoscuole», denuncia l’organizzazione di categoria. Messi in ginocchio e costretti, in molti casi, a non poter operare. E perdere guadagni.

Tempi lunghi. «Per le immatricolazioni conto terzi occorrono oltre 6 mesi, 13 per le revisioni e altri 6 per gli esami delle patenti di guida», suona la sveglia al ministro dei Trasporti la Confartigianato. «È inconcepibile che in un ufficio pubblico come quello di Sassari si debba vedere esposto un cartello con la scritta “Sportello immatricolazioni chiuso per mancanza di personale”».

Il personale carente. «Tutti gli uffici delle quattro motorizzazioni di Cagliari, Nuoro, Sassari e Oristano operano da oltre un anno e mezzo con così pochi addetti da non riuscire a garantire i servizi in tempi consoni e certi», denunciano il presidente, Giovanni Antonio Mellino, e il segretario di Confartigianato Imprese, Stefano Mameli. E infatti ogni giorno è una ressa, le file si allungano, gli utenti sono esasperati e gli impiegati in tensione per la mole di lavoro. Non solo. Siccome nei risicati organici manca un numero sufficiente di esaminatori, le autoscuole per poter svolgere regolarmente le prove devono cercarsi e pagare i commissari esterni ».

Situazione critica. Che si potesse arrivare a questo punto non è una sorpresa, considerato che tutti i segnali di una situazione critica c’erano già da tempo. «All’inizio del 2015 segnalammo ai quattro prefetti la situazione, già allora difficile, seguita dall’interlocuzione con la Motorizzazione nazionale», ricordano i due dirigenti dell’organizzazione. «Il caso in seguito approdò il parlamento, grazie a un’interrogazione parlamentare del deputato Andrea Vallascas, cui seguì la garanzia del sottosegretario ai Trasporti, Umberto Del Basso De Caro, del passaggio di 14 unità di personale in comando dalle Province». Passaggio che, però, guarda caso, non è mai avvenuto. E chissà se avverrà.

Legge di stabilità. «Il problema è sorto dopo l’entrata in vigore della legge di stabilità del 2014», spiega Stefano Mameli, «che ha ritrasferito al ministero delle Infrastrutture e Trasporti le competenze relative alla gestione degli Albi provinciali degli autotrasportatori, a suo tempo delegata alle amministrazioni provinciali. Il Dpcm dell’8 gennaio 2015 ha poi dato attuazione alla norma e avuto seguito attraverso un accordo nella Conferenza Stato-Regioni-Autonomie locali del 23 aprile 2015. Accordo che prevedeva sei mesi per la transizione dagli uffici provinciali a quelli ministeriali. L’entrata in vigore delle norme ha da subito messo in evidenza i problemi, a causa della necessità di spostamento di competenze, funzioni e soprattutto del personale e contestualmente anche fisicamente delle pratiche dalla sede provinciale alle Motorizzazioni, uffici periferici del ministero dei Trasporti».

Risponderà il ministro Delrio alla Confartigianato? Finora c’è stato solo silenzio dal fronte dei palazzi romani.

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