Inizialmente si pensò al suicidio
L'insegnante cinquantenne fu trovata dal padre senza vita nel suo appartamento, distesa sul letto con una corda intorno al collo. In un primo momento si era pensato a un suicidio ma poi erano emersi...
L'insegnante cinquantenne fu trovata dal padre senza vita nel suo appartamento, distesa sul letto con una corda intorno al collo. In un primo momento si era pensato a un suicidio ma poi erano emersi dettagli che avevano indirizzato gli inquirenti verso l’ipotesi del delitto. In seguito l'attenzione delle forze dell’ordine si era soffermata su quell'uomo di 45 anni con il quale la vittima aveva avuto una relazione. Gli accertamenti del Ris erano stati determinanti: «Sul cordino che ha ucciso Orsola Serra c’è il dna di
Calvia». Ma lui ha continuato a proclamarsi innocente, a gran voce. I suoi difensori di allora, Nicola Satta e Danilo Mattana, avevano parlato di «lati oscuri» che a loro dire il processo di primo grado non aveva chiarito. Come ad esempio la corda-arma del delitto, andata distrutta dopo che i carabinieri del Ris estrapolarono il dna. Così come l’assenza di un movente. (na.co.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google