La Nuova Sardegna

Sassari

«Non ci sarà alcun inceneritore»

di Barbara Mastino
«Non ci sarà alcun inceneritore»

La Render ha spiegato ai cittadini che l’impianto di Chilivani serve per lavorare gli scarti animali

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OZIERI. Notizie puntuali e rassicuranti sono giunte nei giorni scorsi da parte della società Render Srl, che si appresta a realizzare a Chilivani un impianto di colatura da grassi di origine animale che nelle ultime settimane è stato al centro di aspre polemiche. I titolari e tecnici dell’azienda hanno fornito tali notizie nel corso di una riunione straordinaria della commissione consiliare alla quale hanno preso parte anche il sindaco Leonardo Ladu, l’assessore all’Ambiente Carmelo Lostia, un tecnico del Comune, alcuni rappresentanti del comitato spontaneo dei cittadini di Chilivani e imprenditori della zona industriale. Le rassicurazioni della Render sono giunte prima di tutto sulla correttezza dell’iter procedurale che ha portato all’autorizzazione Regionale ma anche, e soprattutto, sulla reale “identità” dell’impianto. «È stato ribadito che non si tratta né di inceneritore né di ecomostro – spiega il presidente della commissione Marco Murgia – ma di un impianto di colatura da grassi di origine animale attraverso un procedimento fisico. L’impianto produrrà olio combustibile che alimenterà un cogeneratore di energia elettrica da 2,7 megawatt. Riguardo alle preoccupazioni su eventuali inquinamenti – dice ancora Murgia –, gli studi fatti e valutati dai tecnici di oltre 20 enti di garanzia e tutela, danno garanzia che l’impianto, di nuovissima generazione (sarà l’impianto che utilizzerà le tecnologie più avanzate in Italia) produrrà emissioni ampiamente al di sotto delle soglie di legge con nessuna emissione di diossine». Un punto molto importante, quest’ultimo, perché era su questo in particolare che si erano concentrate le maggiori preoccupazioni dei residenti di Chilivani, San Nicola e del resto della città. Che comunque avevano avanzato dubbi anche sulla “serietà” dell’azienda in quanto si temeva che stesse per nascere l’ennesima cattedrale nel deserto creata solo per ottenere finanziamenti pubblici. Dubbi, come detto, del tutto fugati, come riferisce ancora il presidente Murgia. «Nel merito delle preoccupazioni avanzate sul rischio di iniziative nate solo per sfruttare i finanziamenti – dice infatti – è stato fugata questa preoccupazione perché il gruppo imprenditoriale agisce nel solco di una serie di investimenti concreti che nel nostro territorio dura da decenni e agisce investendo soldi propri». Una grossa azienda che dà garanzie, insomma, anche in termini di creazione di occupazione. Come hanno riferito i titolari, infatti, è previsto sin dall’inizio l’impiego di otto unità lavorative, che saliranno a ben 24 con la messa a regime. A queste si aggiungerà l’indotto, più altre figure qualora si riuscisse ad avviare anche una ulteriore parte del progetto: la nascita di uno stabilimento per la produzione di PetFood, alimenti per animali, che verrebbero prodotti dalla trasformazione delle carni. Un’ultima notizia giunge poi sul versante dell’impatto ambientale: accogliendo la richiesta del delegato al Verde pubblico Pierangelo Fae i titolari hanno deciso che nell’area della fabbrica saranno piantati circa cento alberi.

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