Sanità a Sassari, la drammatica denuncia di una donna: «Ho un tumore ma nessuno me lo toglie»
Le è stato diagnosticato un cancro al seno: è in lista d’attesa per l’intervento
SASSARI. «Alle cliniche avranno anche fatto 600 interventi in più, come ha detto l’assessore, ma evidentemente non bastano se sono costretta ad attendere il mio turno, e ho già subito un primo rinvio, per farmi estirpare un tumore infiltrante dal seno». Gli ammalati oncologici non si possono accontentare di una risposta come quella data ieri dalla Regione dopo che, con una lettera, avevano gridato al mondo la loro disperazione per essere intrappolati in lunghissime liste d’attesa alle cliniche di viale San Pietro gestite dall’Aou.
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:sassari:cronaca:1.13869238:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/sassari/cronaca/2016/07/26/news/a-sassari-interventi-oncologici-in-lista-d-attesa-1.13869238]]
Le sale lavorano a rilento per mancanza di personale, a quando pare su otto che compongono il blocco operatorio solo due sono utilizzate appieno e gli ammalati, quelli tumorali per i quali ogni giorno che passa dalla diagnosi all’intervento è una chance di guarigione in meno, vivono con ulteriore angoscia il fatto di non sapere quando saranno operati. Alcuni di loro scelgono da subito di mollare tutto e rivolgersi a centri della Penisola per salvarsi la vita.
A Sassari intanto l’incorporazione dell’ospedale civile nell’Azienda ospedaliero universitaria sta creando enormi problemi organizzativi mentre la delibera dell’assessore Arru n.67 del 29 dicembre 2015 dice a chiare lettere che «non è allo stato attuale disponibile sul bilancio regionale alcun finanziamento. Ciò premesso è fatto carico all’Aou di reperire le risorse necessarie sul proprio bilancio, previa riduzione di altre voci di spesa comprimibili». Ed ecco il risultato della “compressione”, qualcuno le chiama nozze coi fichi secchi, altri carenza di personale, gli ammalati non avrebbero mai dovuto ammalarsi in periodo di ferie, quando è impossibile avere un aiuto in più nei reparti più importanti. «Mi sono sottoposta a mammografia in uno screening, quasi per caso e immediatamente hanno visto che c’era qualcosa che non andava -racconta una malata oncologica -. Già ho dovuto attendere moltissimo tempo per avere i risultati dell’esame istologico. Oggi, con una diagnosi non buona di un tumore infiltrante mi ritrovo a non sapere quando mi opereranno e vivo ogni giorno nel terrore che sarà troppo tardi». Un disastro annunciato perché i direttori dei reparti mesi fa avevano denunciato la situazione in una loro lettera nella quale si parlava di un progressivo deterioramento delle capacità di erogare una buona assistenza e delle attese, altamente sconsigliate dai protocolli, a cui erano sottoposti i pazienti dopo aver già eseguito tutti gli esami preparatori, compresi quelli in vista di un’anestesia generale. Tutte criticità che, vista la situazione, non sono state ancora risolte.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
