Isola pedonale, negozianti divisi
Sotto accusa la tardiva programmazione e mancato decentramento degli eventi
PORTO TORRES. L’utilità dell’isola pedonale estiva dalle 20 in poi, trova divisi i commercianti. «L’amministrazione comunale non ha programmato per tempo l’Estate Turritana – ricorda Margherita Delrio del bar Crossing – e allo stato attuale il Corso appare morto: bisognava distribuire gli eventi in vari punti della città, anche con l’allestimento di piccole manifestazioni, in modo che la gente avesse l’opportunità di spostarsi. Questa è una città di porto ma non ci sta dando alcuna opportunità considerando che di gente che arriva e che parte non ne vediamo da tanti anni». Favorevolissima all’isola pedonale nel centro cittadino è invece Anna Fraghì del negozio di abbigliamento Fraghì Sport: «Viaggio molto e ho visto che le isole pedonali funzionano dappertutto: il corso chiuso al traffico incentiva infatti la presenza di turisti e visitatori». Per il ristoratore Pino Pazzola, ristorante “Il Gobbo”, il Corso chiuso sta compromettendo la sua attività: «Ho licenziato due persone perché non si sta lavorando, e non potendo riempire le tasche in estate sarò costretto a chiudere bottega in inverno. Il turista che viene dalle località costiere – prosegue –, con l’isola pedonale al Corso, è costretto a passare fuori dal centro urbano, penalizzando le attività economiche». Secondo Marco Serra, bar Acciaro, il Corso chiuso al traffico attira i visitatori: «La risposta si è avuta con gli ultimi eventi che abbiamo organizzato, senza dimenticare che con l’isola pedonale c’è più sicurezza, considerando che a qualsiasi ora transitano a centro città auto e moto a velocità sostenuta». (g.m.)
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