La Nuova Sardegna

Sassari

Un medico a giorni alterni per il reparto di Oncologia

di Barbara Mastino
Un medico a giorni alterni per il reparto di Oncologia

La titolare è assente per infortunio, disagi per i pazienti sottoposti a terapia Nel frattempo è iniziata la ristrutturazione per il blocco operatorio di Chirurgia

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OZIERI. Le ristrutturazioni proseguono, ma manca sempre il personale nell’ospedale Antonio Segni di Ozieri, dove in questi giorni si assiste, contemporaneamente, all’inizio dei lavori di ristrutturazione delle sale operatorie di chirurgia ma anche ai disagi per i pazienti in uno dei reparti più delicati: l’unità operativa di Oncologia.

Nel piccolo reparto al primo piano in questo momento è presente infatti un solo medico, in sostituzione dell’unico titolare attualmente assente per infortunio. Uno specialista che oltretutto, avendo un altro incarico, può essere presente solo a giorni alterni. Il disagio per i pazienti, già grande per la presenza di un solo titolare, è quindi cresciuto, ma pare che un rimedio non si riesca a trovare.

Eppure i “numeri” dell’Oncologia di Ozieri sono purtroppo altissimi: solo per le terapie la media è di 1200 all’anno (la metà del ben più grande bacino dell’ospedale di Alghero e un quinto di quello di Sassari), mentre la stima del “fattibile” a pieno regime è di almeno 800-1000 unità in più. Persone malate di tumore che sono costrette a curarsi altrove, quando è possibile.

Il reparto non riesce a soddisfare tutte le esigenze, ancora di più adesso con un solo medico presente a giorni alterni e che quindi da solo, nonostante il grande impegno, non riesce a garantire la continuità delle terapie e la celerità di controlli e diagnosi. Se per contro il personale infermieristico è pressoché al completo, la presenza di un solo oncologo tarpa le ali a un’unità operativa che, come detto, potrebbe fare molto di più, e che già fa tanto: una media di otto terapie al giorno, con un medico, mentre a Sassari la media è di dieci terapie al giorno ma con sei medici presenti. Una situazione che si trascina da anni, e che pur tra mille difficoltà non ha fatto calare l’attrattività esercitata sugli utenti - anche non del territorio - del piccolo ma accogliente reparto.

Oltre ai disagi, comunque, occorre registrare che l’estate nell’ospedale Segni sta portando anche qualche ventata di novità. La più importante è l’inizio dei lavori di ristrutturazione del blocco operatorio di Chirurgia: un intervento atteso da tre anni e per il quale l’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru, in città per l’inaugurazione della Neurologia tre settimane fa, aveva promesso un vicino inizio e il termine entro la fine dell’anno.

Così sarà, poiché la durata prevista per i lavori è di 90 giorni. Ma da lì non sarà finita, poiché secondo il cronoprogramma al termine di questi lavori dovrà iniziare la progettazione del nuovo blocco operatorio che avrà sede dove ora ci sono le sale di Ginecologia: un’opera per la quale già l’assessore Dirindin aveva stanziato un milione di euro e che, una volta realizzata, consentirà di vedere all’opera un polo chirurgico unico per tutti i reparti, più razionale ed efficiente.

«Notizie positive – commenta l’assessore comunale alla Sanità Gigi Sarobba – così come fa piacere vedere le altre ristrutturazioni in atto nell’ospedale. Sono convinto, però, che sia ora di dire basta ai “rattoppi” e iniziare a progettare un nuovo ospedale del futuro che ci consenta di affrontare le sfide di accoglienza e tecnologiche dei prossimi decenni».

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