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Sassari

la denuncia

«Buoni pasto, la Asl ridia i soldi ai dipendenti»

«Buoni pasto, la Asl ridia i soldi ai dipendenti»

Secondo i sindacati l’azienda ha indebitamente usato parte del premio di produttività

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SASSARI. Restituzione dei soldi della produttività indebitamente trattenuti ed utilizzati per pagare i buoni pasto. La chiedono Nursid, Fials e Fsi al commissario e al direttore amministrativo dell’Asl di Sassari. Oggetto del contendere l’erogazione della produttività del 2014. «La nota indirizzata ai sindacati –spiegano i responsabili delle tre organzzazioni – evidenzia che sono stati detratti due anni di costi buoni pasto utilizzando i soldi della produttività che non possono essere impiegati per altri scopi. Con la Deliberazione del commissario straordinario del 26 maggio 2016 riguardante la convenzione Consip per la fornitura del servizio sostitutivo di mensa mediante buoni pasto cartacei l’Azienda acquista i buoni al costo di 4,15 euro e con un valore facciale di 5,16; a seguito della trattenuta di 1,03, il buono pasto viene a costare alla Asl 3,22 euro. Di fatto, questa determina è un indebito arricchimento ai danni dei lavoratori».

«Inoltre – continua la nota – il contratto recita che il dipendente è tenuto a contribuire nella misura di un quinto del costo unitario del buono past”: chiaramente il contributo a carico del lavoratore ha senso nel caso di erogazione non di modalità sostitutive, bensì di mensa vera e propria. Pertanto, poiché tale buono mensa è stato rimpiazzato dal buono pasto cartaceo, la suddetta trattenuta carico del lavoratore non ha ragione d’essere e risulta palesemente illegittima».

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