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Sassari

Auto sulla folla a Nule, nessuna traccia dell’accoltellatore del veterinario

Auto sulla folla a Nule, nessuna traccia dell’accoltellatore del veterinario

Molti feriti finiti ospedale sono già dimessi. Gli inquirenti cercano di identificare chi ha aggredito Gattu

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NULE. A tre giorni dai terribili fatti di piazza del Popolo, la vita a Nule riprende i ritmi di sempre. Anche se, come giustamente ha osservato qualcuno dei feriti, «ci vorrà del tempo prima di metabolizzare quanto accaduto giovedì notte». Quando, cioè, la Panda guidata dal veterinario 43enne di Orune Dino Gattu è piombata sulla folla radunata nella piazza seminando il panico e lasciando a terra decine di persone.

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Chiaramente il paese è ancora sotto choc, molti dei feriti fortunatamente sono già stati dimessi dall’ospedale e in qualche modo stanno provando a riprendere la vita di tutti i giorni.

Intanto, sul fronte delle indagini, continua l’analisi dei filmati delle telecamere private sequestrati dai carabinieri. Il lavoro degli inquirenti, che sembrano ormai aver fatto chiarezza sulla dinamica dell’incidente, è ora finalizzato a identificare la persona (o le persone) che dopo aver accerchiato la macchina del veterinario – «probabilmente con l’intento di farsi giustizia da sè» come avevano detto i carabinieri – lo avevano ferito con un coltello. Solo l’intervento tempestivo dei militari aveva strappato l’uomo alla furia delle gente che si trovava in quella piazza per festeggiare la patrona Santa Maria Bambina. E in quel momento – quando cioè il veterinario era sceso dalla macchina – si era reso conto di essere ferito al fianco e all’addome. Cinque tagli fortunatamente non gravi in seguito ai quali, però, Dino Gattu ha dovuto passare due giorni in ospedale. E proprio in una stanza del San Francesco era stato raggiunto dai carabinieri e dal magistrato. Il veterinario – risultato positivo all’alcoltest – è infatti stato arrestato per lesioni stradali. Attraverso i suoi legali ha chiesto scusa, ha ammesso di aver bevuto quella sera e di aver perso a un certo punto la sensibilità ai piedi e, di conseguenza, il controllo della Panda. Ha raccontato tutto nel dettaglio ammettendo le sue colpe senza cercare scusanti, spiegando di avere una malattia che lo costringe a prendere dei farmaci e aggiungendo che a maggior ragione non avrebbe dovuto bere più di due bicchieri.

Il giudice, al termine della convalida, ha disposto nei suoi confronti l’obbligo di dimora a Orune con divieto di uscire di casa dalle 22 alle 5.

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