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Sassari

Truffe a Sassari, la banda dei falsi avvocati colpisce ancora

di Gianni Bazzoni
Truffe a Sassari, la banda dei falsi avvocati colpisce ancora

Una donna sassarese convinta a consegnare 1200 euro per evitare il carcere al figlio coinvolto in un incidente stradale

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SASSARI. Continua ad agire indisturbata la banda che truffa gli anziani soli e indifesi. Il finto avvocato con il complice che si qualifica come maresciallo dei carabinieri hanno colpito di nuovo: in città una donna è stata convinta a consegnare 1200 euro per fare in modo che il figlio non rischiasse di finire in carcere per un incidente (poi rivelatosi ovviamente inesistente). Un’altra, a Bono, ha consegnato ugualmente denaro in contanti (una somma intorno ai 1500 euro) per evitare guai a un parente.

Le denunce - che fanno seguito ad altri episodi accaduti nelle scorse settimane - sono stati denunciati alla polizia e ai carabinieri che stanno svolgendo le indagini, ma finora i truffatori degli anziani (che si spostano con facilità in tutta la Sardegna) sono riusciti a farla franca.

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La preparazione. Il piano dei truffatori è basato su una meticolosa preparazione e segue modalità operative che, evidentemente, sono state ampiamente sperimentate con successo sul campo. Gli anziani vengono prima individuati con una attenta indagine sul territorio, spesso sono novantenni che vivono soli e con figli e parenti fuori dall’Isola. E nei loro confronti viene svolta una forte pressione sotto il profilo psicofisico.

La telefonata. A casa arriva la chiamata di un sedicente avvocato che, con mille accorgimenti, mostrandosi preoccupato del fatto che la notizia possa turbare l’anziano che risponde al telefono, segnala la notizia che il figlio o un congiunto è stato coinvolto in un grave indicente stradale. Per fare salire la tensione, racconta anche che è scattato l’arresto per la mancanza della copertura assicurativa.

Il denaro. Per evitare conseguenze gravi per l’arrestato servono soldi. Così il finto avvocato si offre di seguire la vicenda e annuncia che un carabiniere o un poliziotto (in divisa o in borghese con falsi distintivi) passeranno a domicilio per ritirare la somma di denaro necessaria. E così avviene, poco dopo arriva uno sconosciuto che si qualifica, rassicura che tutto andrà per il meglio, prende il denaro e sparisce. E se i soldi non sono sufficienti porta via oggetti d’oro, a volte sfilando anche le fedi nuziali ai poveri malcapitati.

La denuncia. Quando la truffa viene scoperta, ormai gli autori sono già lontani e non resta altro da fare che presentare denuncia. Fornire la descrizione del finto carabiniere o poliziotto, dire che accento aveva il falso avvocato.

L’allarme. Tutti gli avvisi finora sono serviti a poco. Le comunicazioni e gli inviti a non fidarsi di fronte a richieste di denaro sono caduti spesso di fronte alla capacità dei truffatori, all’urgenza motivata di intervenire in fretta per salvare la galera al figlio finito in un grosso guaio o al parente piantonato in ospedale.

I racconti. I pensionati raccontano tutto e le versioni sono disarmanti: tutti hanno ceduto perché il finto avvocato ha fatto leva sulla necessità e sull’urgenza. In realtà è stato fin troppo facile raggirare i poveri anziani indifesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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