La comunità alloggio Sa Villa “accende” la seduta consiliare
ITTIRI. Quella dei giorni scorsi doveva essere una normale seduta del consiglio comunale: i consiglieri erano chiamati a discutere e approvare il documento unico di programmazione (Dup) e la...
ITTIRI. Quella dei giorni scorsi doveva essere una normale seduta del consiglio comunale: i consiglieri erano chiamati a discutere e approvare il documento unico di programmazione (Dup) e la variazione al bilancio di previsione 2016/-2018. Ma, stante il clima politico piuttosto surriscaldato creatosi intorno alla comunità alloggio “Sa Villa” (con accuse di decisioni premature e avventate lanciate dal gruppo di opposizione “Insieme per Ittiri”), l’incontro si è acceso.
Dopo le segnalazioni di Antonio Dore e di Giommaria Deriu riguardanti, rispettivamente, le stazioni di servizio carburanti presenti nel centro abitato che «potrebbero essere fonti di inquinamento ambientale e che comunque andrebbero portate fuori dal centro abitato» previo monitoraggio delle emissioni effettuato dalle autorità competenti, e la tariffazione «furbescamente» attuata dall’Arst nel percorso Ittiri-Sassari. Ma l’argomento principale sul quale si è incentrato il dibattito ha riguardato la comunità alloggio “Sa Villa”. Caterina Piras, assessora ai Servizi sociali, dopo aver dato lettura della lettera di risposta all’interrogazione del gruppo Insieme per Ittiri – che denunciava come decisione prematura e avventata quella di allontanare dalla struttura di via Isabella Cossu i sei ospiti autosufficienti e i nove operatori – non ha usato mezzi termini definendo «disinformato e approssimato l’atteggiamento di chi lancia accuse gratuite come se fossimo degli irresponsabili. La ditta che vincerà l’appalto avrà sei mesi di tempo per ultimare i lavori di adeguamento della struttura che, diventando comunità integrata, potrà ospitare 24 anziani, anche persone non autosufficienti. Contrariamente a quanto sostenuto dall’opposizione – ha rimarcato l’assessora – il pericolo di chiusura lo si sarebbe corso se non fossimo intervenuti». I sei anziani – è stato poi spiegato – hanno trovato adeguata sistemazione e l’iter per le opere di adeguamento è regolato dalla legge.
Vincenzo Masia
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