Santa Teresa, due famiglie distrutte: tutti piangono Matteo
La sorella della vittima consola Davide Porcu, indagato per la morte dell’amico. Ma i carabinieri continuano a lavorare per chiarire la dinamica dei fatti
INVIATO A SANTA TERESA. Se la disperazione ha un volto è quello di Davide Porcu, il ventenne che ha visto morire dopo una banale discussione, venerdì notte, il suo amico del cuore e coetaneo Matteo Fasolino. La speranza e l’amore sono invece stampate sul viso di Sara Fasolino, 26 anni, la sorella di Matteo che dalla notte della tragedia consola, stringendolo a se e tenendogli le mani mentre lo guarda negli occhi, uno spaurito Davide Porcu, l’amico di famiglia che non riesce a darsi pace per essere stato l’inconsapevole strumento del destino che ha portato alla scomparsa del giovanissimo Matteo.
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«Non ci sono colpe – sussurra con un filo di voce la ragazza – è stata una terribile fatalità».
Una fatalità sulla quale stanno indagando i carabinieri nell’inchiesta aperta e condotta dal sostituto procuratore della Repubblica Ginevra Grilletti, la quale ha disposto una perizia autoptica per accertare le cause della morte e quale, tra le due cadute, sia stata quella fatale al giovane Matteo Fasolino. Il medico legale Salvatore Lorenzoni dovrebbe avviare e concludere l’esame necroscopico sulla salma del giovane entro domattina, martedì, mentre i militari della stazione di Santa Teresa e i colleghi del nucleo investigativo della compagnia di Tempio, coordinati dal maggiore Giovanni Bartolacci, stanno esaminando le diverse riprese delle telecamere a circuito chiuso che riprendono piazza Vittorio Emanuele, al centro di Santa Teresa, che è stata teatro della tragedia.
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I punti da chiarire, in questo dramma che ha colpito due famiglie e l’intera comunità teresina – sono le divergenze emerse dalle deposizioni di alcuni testi nel raccontare l’evento che ha portato alla morte Matteo Fasolino. Il quale, poco prima delle tre del mattino di sabato, al termine di una serata trascorsa in un tour per i bar cittadini con Davide Porcu, avrebbe deciso di rientrare a casa a bordo dell’auto di famiglia. Una decisione contestata, parrebbe, da Davide Porcu, preoccupato per l’incolumità dell’amico che aveva come lui, stando alle testimonianze, esagerato con birre e alcolici. La discussione nata per riavere le chiavi dell’auto, tra spintoni e sbandamenti ha un esito letale, in piazza Vittorio Emanuele.
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Matteo Fasolino, dopo una spinta dell’amico, sarebbe caduto di spalle e si sarebbe girato sul fianco prima di sbattere a terra e su una fioriera, Poi si sarebbe rialzato ma, fatti pochi passi, sarebbe stramazzato a suolo. Lello Pangrani, uno dei giovani che aveva seguito gli amici preoccupato per il loro stato di ubriachezza, avrebbe fornito una versione dei fatti che, parrebbe, corrispondere a quanto registrato dalle telecamere di sicurezza della piazza. Davide Porcu, invece, ricorderebbe poco o nulla di quegli attimi di offuscamento mentale e della discussione avuta, tra i fumi dell’alcol, con l’amico del cuore. I suoi ricordi si fermano a quando l’ambulanza parte dalla piazza portandosi via il giovane, ormai esanime. Circostanze, queste, che hanno portato il gip Elisabetta Carta a decidere per una misura di sicurezza attenuata sull’indagato, non convalidando il fermo e rimettendolo in libertà.
Davide Porcu (che è difeso dall’avvocato Marco Bruno), attende ora che gli accertamenti giudiziari abbiano termine, attanagliato da sensi di colpa. L’abitazione dei Fasolino, in via Pesaro, è stata la meta, per l’intera giornata di ieri, di buona parte degli abitanti del centro turistico, dove tutti si conoscono e tutti conoscevano Matteo e Davide, i ragazzi inseparabili dalla nascita. Una folla di amici e conoscenti che ha voluto condividere, con Marianna e Giuseppe Fasolino, sorretti dalla forza d’animo della figlia Sara, il dolore per l’improvvisa quanto assurda perdita di un giovanissimo congiunto. Davide, i fratelli Mirko e Mauro, con i genitori Rosanna e Sergio Porcu, sin dalle prime ore del mattino si sono recati nella casa dei Fasolino, alternandosi al bancone di mescita del bar di via Carlo Alberto, preso in gestione da pochi mesi. Un dolore straziante, quello che unisce le due famiglie, che si stempera nelle sguardo tenero che Sara rivolge al disperato Davide, quando lo invita a starle al fianco, stringendogli le mani, accarezzandolo come faceva con Matteo, suo fratello.
«Non ci sono colpe, in questa tragedia», ha ripetuto alcune volte la ragazza, rivolgendosi a Davide e a quanti le stavano intorno.
A Santa Teresa la morte del giovanissimo Matteo ha suscitato enorme commozione perché la vita dei due ragazzi, che vivevano in simbiosi, era sotto gli occhi di tutti. I progetti per il futuro li facevano insieme, e la loro amicizia trapelava dai post che si scambiavano su Facebok, la piazza virtuale dove i due si scambiavano le confidenze, quelle pubbliche.
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