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Frana un muro di cinta, allarme alla Ciaccia

Frana un muro di cinta, allarme alla Ciaccia

VALLEDORIA. Frana il muro perimetrale che poggiava su un costone sabbioso (ma che non ha causato danni nè a cose nè a persone) e a La Ciaccia si crea allarmismo per pericolo di dissesto...

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VALLEDORIA. Frana il muro perimetrale che poggiava su un costone sabbioso (ma che non ha causato danni nè a cose nè a persone) e a La Ciaccia si crea allarmismo per pericolo di dissesto idrogeologico. Sul luogo sono intervenuti i vigili del fuoco per verificare lo stato delle cose, ma l’area non è stata nè transennata né interdetta ai lavori perché al momento non sono state rilevate situazioni di pericolo. «È tutto sotto controllo - dichiara Michele Maguledda titolare dell’impresa Maguledda Costruzioni che ha sbancato l’area sottostante per realizzare diverse unità abitative di tipo residenziale nella lottizzazione denominata “Diamante” -, dopo lo sbancamento dovevamo buttare giù il muretto perimetrale perché pericoloso e privo di fondamenta, ma è crollato da solo, ora stiamo lavorando per mettere in sicurezza il costone con una barriera di cemento armato che servirà per contenere il costone e mettere in sicurezza tutta l’area».

In realtà la lottizzazione era stata oggetto di un esposto in Procura che aveva visto diversi firmatari, per la paura di rischio idrogeologico. I lavori di sbancamento per la realizzazione delle unità abitative erano iniziati nell’ottobre 2015, dopo che l’impresa Maguledda aveva ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie per dare inizio ai lavori e al progetto. Ma i firmatari che avevano presentato l’esposto in procura si chiedevano «se con la costruzione di queste unità abitative e lo sbancamento di quest’area non ci fosse pericolo di crollo delle opere realizzate al di sopra di esse, e se fosse tutto in regola dal punto di vista normativo sull’esecuzione dei lavori e dal punto di vista delle norme ambientali». Secondo loro realizzare quell’opera sarebbe stato pericoloso vista la morfologia del terreno e i lavori avrebbero potuto compromettere altre opere urbanistiche consolidate».

«I cittadini devono stare tranquilli - dichiara Michele Maguledda - per la salvaguardia del costone, delle case sovrastanti e di quelle in costruzione abbiamo adoperato dei grandissimi lastroni in cemento armato lunghi 6 metri e larghi 2 metri, con il sopralluogo e il consenso dei vigili del fuoco intervenuti il giorno del crollo. Una settimana prima del crollo ai proprietari delle case retrostanti era stato vietato il transito almeno fino al nuovo rifacimento, tanto è vero che è stato chiuso il passaggio tramite reti e cartelli di pericolo. Eravamo pronti a questa situazione - conclude Maguledda - tanto è vero che le lastre che erano già pronte da montare venerdì alle 12, ma i lavori sono stati rinviati a oggi per dare la possibilità alle forze dell’ordine e chi di dovere di fare i rilievi».

Giulio Favini

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