Le ricche tombe dell’antica Turris
Presentati i risultati dello scavo nella necropoli orientale e in via Libio
PORTO TORRES. C'era il pubblico delle grandi occasioni alla conferenza “La necropoli orientale di Turris Libisonis. Il caso di Via Libio”, evento organizzato nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio promosse dal MiBact. Oltre un centinaio i presenti nella sala del Museo del Porto che hanno seguito con interesse i vari interventi, prima di recarsi nel sito di via Libio 53 e ammirare le tombe ipogeiche ricavate direttamente sul banco di roccia.
Aperto dal saluto dell’assessore comunale alla Cultura, Antonella Palmas, il convegno ha visto la responsabile della sede operativa turritana della Soprintendenza, Gabriella Gasperetti, parlare delle tre aree necropoli dell’antica colonia romana e della grande varietà dei rituali funerari praticati, concentrandosi poi sulla necropoli orientale.
È seguito quindi l'intervento di Gavino Canu, responsabile sul campo dello scavo, che ha rivelato come nel III secolo, verosimilmente gli abitanti di Turris potessero essere circa 6mila, «anche se questa è solo un'ipotesi». Gavino Canu ha spiegato le risultanze dello scavo d’inizio anni 2000 e di quello compiuto quest’anno, ipotizzando che la committenza di questo ipogeo fosse medio-alta ed avanzando suggestive ipotesi in merito all'interpretazione dei disegni parietali. Alba Canu, del Centro di Restauro di Li Punti, si è invece soffermata sulla tipologia di restauro effettuata sugli affreschi, mentre Alessandra Cabras ed Alessandra Loriga, le due archeologhe volontarie nello scavo, hanno parlato della loro esperienza in Canada per apprendere le basi sulle tecniche di estrazione del Dna antico.
L’esperto di Dna David Kelvin ha spiegato gli obiettivi della ricerca; a chiudere i lavori il professore Attilio Mastino, con interessanti spunti, come quello inerente il fatto che l’ipogeo rimandi ad un mondo pagano, forse non ancora cristiano.
Emanuele Fancellu
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