Dalle tenute Mariani legna da ardere per tutti
Bonorva, il Comune ha deciso di sfruttare un bene pubblico acquistato 14 anni fa Il legname è stato distribuito in piazza. Scatta una denuncia per tentato furto
BONORVA. Ci sono volute diverse ore, e un’intera notte, perché la gente fosse sicura che la legna da ardere che, venerdì sera, il sindaco, Massimo D’Agostino, e l’assessore Claudio Dettori, con la collaborazione di alcuni volontari, aveva scaricato in piazza Paolo Mossa, da diversi furgoncini e un grosso trattore, fosse a disposizione della popolazione. È stato lo stesso sindaco a informare le persone che hanno assistito all’insolita operazione. «Si tratta di legname proveniente dai terreni comunali di Mariani – ha osservato –. Alcuni furfanti stavano cercando di portarla via ma sono stati sorpresi dalla forestale, che ne ha bloccato uno, che è stato denunciato per furto aggravato e danneggiamento, mentre altri due sono riusciti a far perdere le proprie tracce. Ho ottenuto l’autorizzazione a portarla via e ora è a disposizione della gente di Bonorva, che può prenderla a titolo gratuito poichè, proviene da un bene per il quale la popolazione paga da qualche anno i mutui e le tasse». L’appello del primo cittadino in un primo momento ha destato stupore e, fino alle prime ore del mattino, la catasta di legna è stata oggetto di sola curiosità finché qualcuno si è armato di coraggio e ha portato via i primi pezzi. Il gesto ha scatenato una corsa alla raccolta e, in poche ore la piazza è stata liberata, anche se in giornata è stata rimpiazzata da un nuovo carico, proveniente sempre dallo stesso sito, che, nel giro di una decina di minuti è stato portato via. Oltre alle considerazioni estremamente positive manifestate dalla gente per l’operazione conclusa dal Sindaco, con evidente tempestività e decisione, l’iniziativa, è stata apprezzata da tutti anche perché è sembrato di poter leggere nello svolgimento dei fatti e nell’azione di Massimo D’Agostino una chiara svolta programmatica e una forte e decisa volontà d’interrompere finalmente un giochetto poco piacevole, basato non sulla legalità ma sull’arroganza di pochi esterni che vorrebbero estromettere l’amministrazione comunale e tutto il paese dall’utilizzo di un bene che, nel settembre del 2002, la giunta comunale, aveva acquistato da Peppino Capelli di Nuoro. L’operazione era seguita a un lungo e infuocato dibattito in consiglio comunale, aveva richiesto un grande sacrificio e la contrazione di un pesante debito pubblico, ma aveva offerto anche con le condizioni per costruire qualcosa di positivo per il paese. Anche per questo l’operazione appena conclusa può significare per la popolazione il segno tangibile di un’opportunità finora solo sfiorata ma che potrà concretizzarsi, su un compendio di assoluta proprietà e possesso verso il quale l’Amministrazione comunale ha dimostrato di essere presente e vigile.
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