«Vogliamo integrare l’offerta, non saturarla»
Parla Ignazio, il figlio del patron dei supermercati: c’è spazio anche per servizi utili alla comunità
SASSARI. «Non sarà il solito centro commerciale». Ignazio Multineddu, uno dei figli del patron Ugo, ha le idee chiare di come dovrà essere la struttura di famiglia e non vuole fraintendimenti. Sulla carta la loro creatura sarà un centro commerciale unitario, in realtà il progetto mira a qualcosa di diverso. La famiglia investe sul progetto da 12 anni e spiega di non avere alcuna intenzione di replicare una Città Mercato d’altri tempi. Anche se, la nuova opera andrà a inserirsi in una zona di centri commerciali. «Non dovrà andare per forza in competizione con Auchan – spiega l’imprenditore –. Anzi, potrebbe essere una sorta di valore aggiunto affinché Sassari possa offrire molto di più. Nella nostra struttura potrebbero essere forniti nuovi servizi che ancora non vengono erogati. La modifica che chiediamo alla Regione va in questo senso».
La mega struttura è un sogno nato oltre 12 anni fa che però non si è ancora concretizzato. «I lavori sono rimasti fermi per tanto tempo perché la congiuntura economica non è delle migliori – sottolinea Multineddu –. E poi c’era da valutare l’utilizzo della struttura. Non ci interessa né la saturazione né cannibalizzare più di tanto quello che già esiste. Vogliamo che si integri al meglio per aprire non solo al commercio, ma anche ai servizi. Questo potrebbe essere di notevole impulso per tutto quello che c’è intorno».
Gli spazi a disposizione sono enormi e le possibilità di utilizzo molte. «Abbiamo calcolato che nell’area ci starebbe dentro l’intero ospedale – riprende Multineddu –. Noi abbiamo pensato a preparare le condizioni per una serie di discorsi che possono essere valutati in seguito. Qualcosa che sia a disposizione della comunità».
Un esempio? «Un poliambulatorio piuttosto che un’attività di servizio per terza età o spazi ricreativi. La dimensione consente di fare tutto».
La grandezza del progetto ha i suoi perché. Il piano inferiore della struttura, per esempio, è studiato per avere una capacità di stoccaggio che la rende autosufficiente per lunghi periodi, così da evitare continuo via vai di tir e rifornimenti.
Gli scenari sulla gestione futura del mega impianto potrebbero prevedere una sorta di unione tra la proprietà e altri partner. E per ora non è ancora stato deciso quale sarà il ruolo della famiglia di imprenditori sassaresi: «Stiamo parlando con alcuni partner – risponde Ignazio Multineddu –, ma su questo punto ancora non posso dire niente di certo». L’investimento nel progetto è tutta farina dei Multineddu, come è consuetudine del patron Ugo. Neanche un centesimo pubblico, reinvestimento degli utili e un aiuto dalle banche, come è ovvio per progetti di certe dimensioni. Il progetto complessivo ammonta a 40 milioni di euro, per terminarlo si stimano tra i 15 e i 20 milioni. «È una scommessa fatta a rischio di una vita di lavoro – conclude Multineddu –. Uno sforzo notevole che oggi ci vede fiduciosi nella conclusione dell’opera». (sa.sa.)
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