La Nuova Sardegna

Sassari

In migliaia da tutta l’isola per l’addio a Mario Puddu

di Barbara Mastino
In migliaia da tutta l’isola per l’addio a Mario Puddu

Folla immensa ai funerali del macellaio deceduto nell’incidente di lunedì Dall’altare il commosso ricordo della nipote. Il feretro salutato con un applauso

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OZIERI. La più grande delle chiese sarebbe bastata a stento ieri a contenere le persone accorse a Ozieri in occasione dei funerali di Mario Puddu, il quarantunenne deceduto in seguito al terribile incidente occorsogli lunedì pomeriggio sulla Sassari-Olbia. Sin dalla mattina, dopo il trasporto della salma dall’ospedale di Sassari alla chiesa di Santa Lucia dove è stata allestita la camera ardente, centinaia - migliaia - di persone si sono recate a dare l’ultimo saluto al “portierone”. Amici da ogni parte della Sardegna, tanti calciatori delle squadre nelle quali Mario aveva militato o che comunque lo avevano conosciuto da avversari - mai nemici - accomunati dalla passione per il pallone, si sono ritrovati a Ozieri quasi come in una sorta di rimpatriata nella quale, nel segno di Mario, hanno ricordato tanti bei momenti passati insieme. Mario avrebbe voluto così, uno stadio gremito in ogni ordine di posti, degno della migliore finale dei Mondiali: Mario se la meritava, e - come in tanti hanno detto allo sgorgare di ogni applauso - sicuramente se la sarà “goduta” dalla porta del Paradiso. Certo, non era quello che ci si aspettava, anche se Mario di applausi nella sua vita da portiere e da giocatore di bocce ne aveva avuto tanti. Belli, come quello scaturito dentro la chiesa e fuori dopo le belle parole della nipote che, al termine della funzione religiosa, ha ringraziato lo zio per tutti gli insegnamenti dati ai “piccolini” della famiglia e i convenuti per la presenza. Belli come quelli che non sono arrivati, solo per la circostanza del rito religioso celebrato in un silenzio irreale, ma che sarebbero arrivati dopo le parole appassionate di don Uccio, parroco di Santa Lucia, che ha celebrato con don Roberto parroco di San Francesco il funerale. Don Uccio è riuscito in poche parole, commosse all’inizio ma - come detto - appassionate in seguito, a disegnare un ritratto vero e puro di Mario, degli spigoli del suo carattere, sempre orientato verso il giusto, del suo grande cuore e della passione con la quale si buttava in tutte le cose che faceva. Insegnamenti come speranza per il futuro di chi resta: queste le parole echeggiate nella messa celebrata ieri, svoltasi in una chiesa e - grazie agli altoparlanti posizionati fuori - anche in una piazza Santa Lucia (e in una via sottostante gremita, tanto che quasi il traffico ne è rimasto bloccato) affollate. Nel frattempo Ozieri assisteva incredula a quanto accadeva, chiusa in sé stessa per lutto cittadino decretato dal sindaco per permettere a tutti, davvero tutti, di prendere parte a un cordoglio che ha coinvolto tutta la città.

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