Cancro al seno, in 36 foto la voglia di tornare alla vita
Martedì si inaugura al Teatro Civico la mostra fotografica di Daniela Cermelli Una raccolta di immagini che è anche un appello all’istituzione della Breast Unit
SASSARI. Il momento peggiore è quando ti dicono: «Dobbiamo fare una Tac». Ti cade il mondo addosso. Giorni difficili, durante i quali speri e ti convinci che “tanto non è nulla”, che è un falso allarme. Fino al responso finale di una Tac o di una biopsia. Da quel momento (anche se per una mammografia hai dovuto aspettare otto mesi, o forse proprio per questa ragione), scatta la reazione, la voglia di combattere.
Poi arriva il momento delle terapie, dell’intervento chirurgico. Che nel caso del tumore al seno è psicologicamente devastante. Perché si crede di perdere la propria femminilità. Ed è difficile guardarsi allo specchio e vedere il proprio corpo deturpato dalle cicatrici. Cambia tutto: le prospettive, i rapporti sociali e umani. Non sono rari i problemi con il partner. Ma dal cancro, dai postumi di un intervento chirurgico devastante si può uscire. Si può risalire la china. E questo è il fine della mostra fotografica di Daniela Cermelli che verrà inaugurata martedì alle 17,30 al Palazzo di Città. La caduta nel buio del terrore del cancro e la risalita in 36 scatti in bianco e nero e a colori, che vedono protagoniste 18 donne che hanno volto raccontare in uno scatto la loro drammatica esperienza. Dalla quale si può e di deve uscire. Anche attraverso una “semplice” fotografia. In quegli scatti c’è tutto: il dolore, la paura, le cicatrici, la perdita dei capelli. Ma c’è anche l’orgoglio e la volontà di voler ripartire, di non mollare mai anche davanti al cancro. Diciotto donne che «hanno deciso di metterci la faccia – spiega Daniela Cermelli, impegnata anche sul fronte dell’apertura della Breast Unit a Sassari – e che dimostrano che dal buio si può ritornare alla luce. Un percorso che non può e non deve essere “in solitario”: per questo sono state raccolte 80 mila firme e spedite all’assessore regionale alla Sanità che però non ha mai risposto. Perché la Breast Unit non è solo assistenza medica, ma è anche il sostegno a percorso di recupero alla vita di tutti i giorni».
In quelle 36 foto Daniela Cermelli ha voluto far trasparire il cambiamento: dalla donna ritratta in bianco e nero (e sullo sfondo le ciminiere di uno stabilimento industriale) ai colori del secondo “scatto” in un ambiente naturale e ricco di vita come lo Stagno di Pilo. Nessuna intenzione di criminalizzare l’industria, spiega Daniela Cermelli, ma la necessità di evidenziare la voglia di rinascita di queste diciotto donne. Anche grazie a quei 36 scatti. (p.s.)
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