La Nuova Sardegna

Sassari

Convegno ad alghero

Ricci di mare, i pescatori chiedono meno burocrazia

di Gianni Olandi

ALGHERO. Sono state soprattutto le “spine” del gustoso frutto di mare a emergere durante l’incontro svoltosi a Lo Quarter per iniziativa della Coldiretti e al quale hanno partecipato ,tra gli altri,...

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ALGHERO. Sono state soprattutto le “spine” del gustoso frutto di mare a emergere durante l’incontro svoltosi a Lo Quarter per iniziativa della Coldiretti e al quale hanno partecipato ,tra gli altri, anche i rappresentanti dell’Area marina protetta Capo Caccia-Isola Piana, il Comando navale della Guardia forestale regionale, ed operatori provenienti da varie parti della Sardegna. Le spine sono emerse soprattutto intorno alla complessa macchina tecnico burocratica che sovraintende alla commercializzazione e alla trasformazione della polpa del “bogamarì” che vede schierati in una posizione di controllo soggetti diversi che rendono più legnoso il rapporto tra la figura professionale del pescatore, le norme, le direttive comunitarie, nazionali, regionali e comunali.

Un labirinto di disposizioni che Ermanno Mazzetti, direttore provinciale di Coldiretti Sassari-Gallura, ha evidenziato, ricordando l'azione di sensibilizzazione che viene svolta nei confronti delle istituzioni affinchè «si superino quei nodi che, allo stato attuale, ostacolano lo svolgimento dell’attività ». Nel merito delle tante questioni aperte è entrato Mauro Manca, responsabile regionale di Coldiretti Impresapesca, che ha evidenziato che ai pescatori è concesso di pescare solo per 6 mesi l’anno «pur dovendo vivere per 12» e che sono sottoposti ad una normativa eccessivamente stringente, determinata dall’inserimento forzoso dei ricci di mare in una direttiva europea nata per regolamentare il prelievo di molluschi filtratori che però hanno ben altre implicazioni di tipo sanitario rispetto al riccio nostrano. Manca ha evidenziato la grande contraddizione esistente nel settore: «A fronte degli operatori rispettosi delle normative vigenti si registra per questi ultimi una situazione di abbandono di fronte al fenomeno dell'abusivismo. L'80% della polpa di riccio commercializzata proviene dal mercato nero». Argomento evidenziato durante i lavori da altri operatori che non hanno avuto timore a denunciare che ai loro richiami verso gli abusivi spesso seguono macchine incendiate e ritorsioni di vario tipo. L’assessore Natacha Lampis ha dichiarato l’assoluta disponibilità del Comune a verificare la possibilità di individuare spazi idonei da destinare alla vendita ed al confezionamento dei ricci di mare.

In rappresentanza della Asl di Sassari è intervenuto il dottor Piras, responsabile del dipartimento di Prevenzione, che ha garantito la collaborazione dei veterinari impegnati sul territorio a incontrare gli operatori per un seminario sul rispetto delle normative, gli spazi da dedicare alla certificazione del pescato e alla vendita diretta. Il comandante della capitaneria di Porto, il tenente di vascello Paola Piroddi, ha segnalato che nella scorsa stagione la Guardia Costiera ha svolto un importante lavoro di controllo su tutti i livelli della filiera. L’argomento ha movimentato il dibattito visto che qualcuno ha ricordato che a Cagliari è normale vedere bancarelle che confezionano polpa di riccio negli angoli delle strade. Il presidente della Coldiretti Alghero, Vittorio Cadau, ha ricordato poi che il 26 ottobre il Comitato regionale deciderà il calendario della stagione di pesca del riccio di mare.

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