La Ciaccia, sigilli al residence Diamante

Sequestrate dalla Procura due aree del cantiere di Valledoria in cui il mese scorso era franato un imponente muro di cinta

VALLEDORIA. I sigilli dell’autorità giudiziaria nel muro franato alla Ciaccia. Il gip di Sassari, su richiesta della Procura, ha messo sotto sequestro due aree nel residence in costruzione Il Diamante, che si affaccia nella Baia dei tramonti, a pochi passi dalla spiaggia di Maragnani. Il mese scorso un imponente muro di cinta era franato sulla sabbia e l’incidente era stato oggetto di una feroce polemica tra il sindaco di Valledoria, Tore Terzitta, e il Wwf di Sassari.

«Stiamo costruendo il nuovo muraglione in cemento armato», tranquillizza Michele Maguledda, titolare dell’impresa che sta realizzando il residence. L’intero progetto, invece, era finito in un esposto che oltre ottanta cittadini avevano inviato in Procura alla fine del 2015.

I sigilli. Il sequestro dell’area è scattato pochi giorni fa, quando i vigili urbani di Valledoria, guidati dal comandante Francesco Stangoni, hanno blindato l’area su disposizione del gip di Sassari. «L’autorità giudiziaria - spiega l’impresario - ha bloccato soltanto due aree per fare accertamenti e i vigili urbani hanno messo i sigilli. Ma il resto del cantiere va avanti senza problemi». Già nei giorni scorsi, l’impresa ha iniziato la costruzione dell’opera di contenimento. «Abbiamo avuto l’autorizzazione per fare il gettito del nuovo muraglione in cemento armato. Oggi dovrebbe venire il perito per valutare il lavoro e speriamo che così a breve tolgano i sigilli».

Il crollo. Alla fine di settembre il muro di cinta alto circa dieci metri e lungo trenta era franato scatenando le preoccupazioni dei residenti della zona. In quei giorni l’impresa Maguledda si era detta pronta a eseguire i lavori di consolidamento erigendo una muraglia più robusta. «Ora i residenti della zona sono contenti - aggiunge l’impresario - perché la nuova opera sarà sicurissima, non come quel muro in blocchetti che è venuto giù perché non aveva neanche basamento».

L’esposto. Il progetto del Diamante è osteggiato dai residenti fin dal principio. Nell’ottobre del 2015 - a ridosso dell’avvio del cantiere - era partito un esposto indirizzato alla Procura, firmato da oltre 80 cittadini che volevano opporsi al maxi progetto del residence fronte mare. Tra i vari punti, i sottoscrittori avevano segnalato la situazione a loro dire allarmante del costone sabbioso che caratterizza la zona che, tra le altre cose, è un compluvio naturale. Inoltre, nell’esposto si era paventato il timore che l’opera avrebbe potuto alterare l’ambiente circostante e che, data la morfologia del terreno, sarebbe stata pericolosa. Oltre a danneggiare interessi privati. A dar manforte ai cittadini si è schierato il Wwf di Sassari, che aveva denunciato come «fin dal 2000 è ampiamente nota la situazione di erosione sulla costa di La Ciaccia che viene anche rappresentata in molte carte tecniche e scientifiche dove la situazione è perfettamente mappata e descritta».

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