Padre Joy racconta il dramma dell’India
Un simbolico abbraccio tra la Sardegna e l’India quello avutosi nei giorni scorsi a Nughedu San Nicolò nell’incontro tra la comunità locale e il missionario salesiano padre Joy Panackel, direttore...
Un simbolico abbraccio tra la Sardegna e l’India quello avutosi nei giorni scorsi a Nughedu San Nicolò nell’incontro tra la comunità locale e il missionario salesiano padre Joy Panackel, direttore della missione don Bosco Beatitudes di Chennai, nel sud dell’India. Una celebrazione eucaristica ha sancito un “gemellaggio” nato anni fa, da quando la comunità parrocchiale di Nughedu ha iniziato a devolvere una consistente parte delle offerte raccolte durante il mese missionario proprio alla Missione Don Bosco che opera tra i bambini in una affollata baraccopoli.
Un legame che il parroco don Gianni Palmas ha ricordato all’inizio della messa, mentre a padre Joy è spettato il compito di raccontare alla platea dei fedeli le storie di quei bambini «che senza il sostegno dei benefattori – ha detto il missionario – non avrebbero alcuna possibilità di frequentare la scuola e cadrebbero vittime dei traffici illegali e sfruttati nel lavoro minorile».
«Non lasciatevi ingannare dall’idea che l’India stia conoscendo uno sviluppo economico da super potenza mondiale – ha affermato il missionario – perché i benefici non vanno ai poveri i quali restano comunque poveri mentre i ricchi diventano sempre più ricchi. C’è infatti un divario spaventoso tra i ricchi e i poveri che costringe questi ultimi, che sono centinaia di milioni, a barcamenarsi quotidianamente per la pura sopravvivenza».
Parole che dopo la messa si sono tradotte in immagini attraverso la proiezione di un video che padre Joy ha voluto mostrare ai collaboratori parrocchiali, che hanno evidenziato quanto gli aiuti dei benefattori possano essere fondamentali per dare ai bimbi più poveri, e sopratutto agli orfani, l’opportunità di frequentare le scuole per poi essere inseriti nella società con un grado di istruzione tale da poter vivere dignitosamente.
La comunità di Nughedu ha infine offerto al missionario e ai suoi collaboratori un piccolo rinfresco e nel salutarlo si è ripromessa che i piccoli di Don Bosco Beatitudes non saranno dimenticati. (b.m.)
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