Siccità e deserti muovono le migrazioni
Domani al Museo del Porto unica tappa italiana della regata solidale di Legambiente, Arci e Cgil
PORTO TORRES. Disoccupazione, tensioni sociali e conseguenti migrazioni sono spesso legate ai crescenti fenomeni di siccità e desertificazione causati dai cambiamenti climatici. Criticità di cui si parlerà nel dibattito - organizzato da Cgil sarda insieme a Legambiente e Arci - che si svolgerà domani alle 16 al Museo del Porto e che rappresenta l’unica tappa italiana dell’Odissea delle Alternative. Dopo i saluti delle istituzioni e la presentazione, ci sarà la proiezione del documentario “Mare chiuso” (di Andrea Segre) e alle 17,45 la tavola rotonda sulle migrazioni nel Mediterraneo, sempre più influenzate dai cambiamenti climatici che modificano radicalmente economia, paesaggi e sviluppo dei luoghi in cui si verificano. Il programma prosegue alle 19,30 con la “Parata migrante” a cura di Theatre en vol, in collaborazione con la cooperativa Ecoservice e l’associazione Jaama Dambè, e alle 20,15 con l’ apericena multietnico. «L’Odissea delle Alternative - ricorda Daniela Pistis – è un viaggio articolato in sei tappe raggiunte via mare, dal 19 ottobre al 10 novembre, con due imbarcazioni: oltre che in Italia (unica tappa la Sardegna), i catamarani della Coalizione per il clima e Rete della pace, partiti dalla Spagna, approderanno in Francia, Algeria, Tunisia, Marocco». Proprio a Marrakech si svolgerà a novembre la ventiduesima conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento Climatico (Cop22). Nei porti in cui approdano le imbarcazioni, si formano comitati di accoglienza, dove lavorano insieme organizzazioni, associazioni culturali e ambientaliste, movimenti giovanili e di base, sindacati. «Si svolgono dibattiti per condividere proposte e stimolare l’interesse a temi importanti per il futuro – aggiunge Pistis –, ma forse ancora trascurati dal dibattito pubblico e dall'agenda politica». (g.m.)
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