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Sassari

I cittadini: «E ora interventi concreti»

di Luca Fiori
I cittadini: «E ora interventi concreti»

Il Comune ha detto basta a situazioni di pericolo. Ma gli abitanti hanno fretta: ci sono edifici che stanno per crollare

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SASSARI. Sessanta giorni per iniziare a scorgere una città migliore. Basta fare un giro con il naso all’insù per le vie del centro cittadino per rendersi conto di quanto fosse necessaria l’ordinanza emessa qualche giorno fa dal Comune per provare a contrastare il degrado urbano. Entro due mesi - ha disposto Palazzo Ducale - i proprietari degli immobili fatiscenti del centro storico, ma anche degli altri quartieri della città, dovranno dimostrare di aver attivato le procedure per dare avvio ai lavori di ristrutturazione. In molti casi - quelli più urgenti - ci sarà da correre ai ripari in tempi brevi e sessanta giorni potrebbero essere anche troppi. Sì, perché il degrado tra le vie della città vecchia è tanto e in alcuni casi non si tratta solo di abbandono ma di reale pericolo.

Il simbolo del degrado. Uno dei simboli del degrado - un vero e proprio monumento all’incuria - si trova a pochi passi da piazza Castello, cuore pulsante della città. È una palazzina con le pareti scorticate e ormai avvolte da piante rampicanti, per la quale negli ultimi anni in più di un’occasione sono dovuti intervenire i vigili del fuoco. Abbandonata da anni, la palazzina si sta lentamente sgretolando e ogni tanto, quando il vento soffia più forte, viene giù un pezzo di intonaco della facciata o una porzione di cornicione. Da qualche mese intorno alla palazzina abbandonata che si trova tra via Arborea e via La Cona, si è aggiunto degrado a degrado: l’impalcatura posta a protezione dello stabile è diventata una discarica a cielo aperto. «Era ora che facessero qualcosa - commenta Gaetano Tanda, pensionato di 71 anni - io ho vissuto per 32 anni a Roma e ricordo che nella capitale, ma è così in tutte le città del mondo, non è consentito ai proprietari lasciare una palazzina in queste condizioni. Spero che ora li obblighino a ristrutturarla». L’ordinanza comunale impone ai proprietari dei vecchi immobili di non lasciare intonaci pericolanti o parti strutturali di edifici a rischio crollo e pericolosi per passanti e veicoli.

La battaglia del Comune. Quella del Comune è una ferma e decisa battaglia contro tutte quelle situazioni che, per incuria, possono creare gravi problemi di sicurezza, di igiene pubblica, di degrado estetico, che si riflettono sull’immagine e sulla qualità di vita complessiva del quartiere. «Passare sotto questa palazzina - aggiunge Giuseppe Gallittu, pensionato di 82 anni - può essere pericoloso. Quelle erbacce cresciute sulle pareti piano piano si stanno mangiando l’intonaco e ogni tanto viene giù un pezzo di muro. Questa ordinanza del Comune è giusta, ma le leggi per obbligare i proprietari a intervenire ci sono già, bisogna solo farle rispettare». Nell’ordinanza del Comune si prevede infatti il rifacimento delle facciate degli edifici, o delle parti deteriorate e dei relativi balconi, il cui degrado arrechi pregiudizio all’incolumità delle persone per il rischio di cedimenti. «Io avrei buttato giù tutto - spiega senza tanti giri di parole Salvatore Ortu, pensionato di 86 anni - in certi casi si fa prima a demolire e poi a ricostruire che ristrutturare». In effetti se la soprintendenza lo consentisse a volte sarebbe la soluzione migliore. I proprietari saranno anche alla sostituzione degli infissi danneggiati prospicienti la pubblica via o luoghi di transito e sosta di pedoni e mezzi, all’eliminazione di staffe, tasselli, che per le loro caratteristiche intrinseche, sporgenza, ed altezza possano arrecare pericolo alla pubblica incolumità. «In questo caso di via Arborea - spiega Salvatore Sanna, pensionato di 79 anni - i pericoli sono evidenti. Noi abbiamo paura e passiamo di corsa, sarebbe il caso che intervenissero subito prima che succeda qualcosa di spiacevole».

Interventi urgenti. E un invito a intervenire subito arriva anche da Angelo Saba, 52 anni, cuoco che lavora nel ristorante S’Artea a pochi passi dalla palazzina fatiscente.

«L’ordinanza va benissimo - spiega il cuoco - ora ci vuole severità nel farla rispettare». In caso di inottemperanza in effetti sono previste sanzioni amministrative pecuniarie. Basterà a spaventare chi per decenni ha fatto finta di niente?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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