Caso Alzheimer il vice di Dore patteggia 22 mesi
SASSARI. Con le sue rivelazioni ai carabinieri aveva fatto scattare l’inchiesta che nell’estate del 2012 aveva fece finire in manette il medico di Ittiri Giuseppe Dore con accuse pesantissime....
SASSARI. Con le sue rivelazioni ai carabinieri aveva fatto scattare l’inchiesta che nell’estate del 2012 aveva fece finire in manette il medico di Ittiri Giuseppe Dore con accuse pesantissime. Davide Casu, 45 anni, ex agente di commercio, e - prima di abbandonare l’associazione “Aion-onlus” creata con Dore - braccio destro del neurologo accusato di aver usato metodi violenti per curare i malati di Alzheimer, ieri mattina ha patteggiato un anno e 10 mesi con la sospensione della pena davanti al giudice delle udienze preliminari Michele Contini. Casu aveva collaborato con la magistratura ma doveva difendersi comunque dall’accusa di aver creato insieme a Dore l’associazione che cercava di promulgare la Psiconeuroanalisi, la terapia che il medico di Ittiri presentava come una miracolosa cura per eliminare le demenze senza l’utilizzo di farmaci, semplicemente con esercizi linguistici e vitamine. Ieri hanno patteggiato pene inferiori ai due anni anche Maria Trusca e Luigi Infante, rispettivamente una badante e un parente di pazienti di Giuseppe Dore. Ha invece chiesto di essere processata con il rito abbreviato Verusca Panara, anche lei parente di un paziente di Dore. Per tutti gli altri 22 indagati il pubblico ministero Gianni Caria ha ribadito la richiesta di rinvio a giudizio. La prossima udienza, fissata per il 30 novembre, la parola passerà al collegio difensivo. Ieri mattina è stato ascoltato dal gup l’ex direttore sanitario della Asl Nicolò Licheri. L'ipotesi di reato che Caria ha individuato a suo carico è l’abuso d’ufficio per aver ceduto in comodato d’uso un’ala dell’ex ospedale di Ittiri che avrebbe consentito a Giuseppe Dore e ai suoi collaboratori di portare avanti le attività legate alla Psiconeuroanalisi. Ieri mattina Licheri ha respinto con forza le accuse, spiegando di non aver agevolato l’associazione di Dore. (l.f.)
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