Gal in guerra contro l’esclusione
Anglona-Romangia, il presidente Satta: «Vogliamo l’immediato accesso agli atti»
PERFUGAS. Il Gal Anglona-Romangia il cui piano di azione risulta fra i non finanziabili dalla Regione per mancanza di risorse, ha presentato una prima richiesta di accesso agli atti il 31 ottobre. Il 2 novembre è stata poi trasmessa al dirigente dell’assessorato all’Agricoltura una seconda e più dettagliata richiesta di accesso agli atti per una migliore valutazione della situazione. Con nota diramata ieri, la dirigente ha comunicato ai partenariati che il servizio procederà «entro 30 giorni dalle richieste pervenute, a fornire la completa documentazione detenuta dall’ufficio» e che i destinatari potranno «presentare una motivata opposizione entro 10 giorni dal ricevimento della comunicazione». Nell’evidenziare che gli interessati possono presentare ricorso gerarchico e ricorso giurisdizionale al Tar Sardegna rispettivamente entro 30 e 60 giorni dalla data di pubblicazione sul sito della Regione, il Gal Anglona-Romangia obietta che tutti gli atti, una volta acquisiti alla procedura, escono dalla sfera personale dei partecipanti e devono essere subito disponibili. «La giurisprudenza amministrativa ritiene che il candidato a una procedura concorsuale o para concorsuale sia titolare del diritto di accesso ai relativi atti, in quanto portatore di un interesse differenziato e qualificato - sottolinea il presidente del Gal Gianfranco Satta - e la possibilità di accesso è riconosciuta proprio per poter verificare la loro regolarità. Per questo la comunicazione della dirigente è inaccettabile sotto il profilo giurisprudenziale in quanto rischia di ledere il diritto dell’interessato ad accedere agli atti. Faremo valere le nostre ragioni nelle sedi opportune, se necessario anche con iniziative eclatanti». «La bocciatura del piano di azione è un grave danno per un territorio che ha scommesso sulla valorizzazione e lo sviluppo delle aree rurali - sostiene il consigliere regionale Alessandro Unali, che ha presentato un’interrogazione all’assessore Elisabetta Falchi - e la Giunta ha il dovere di verificare le procedure e consentire di recuperare i finanziamenti indispensabili per il rilancio delle zone interne».
Mauro Tedde
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