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Accoglienza cominciata fra le proteste

Accoglienza cominciata fra le proteste

L’accoglienza dei migranti, che iniziò a maggio 2015, a Valledoria non ebbe un prologo esattamente trionfale. Anzi, il sindaco di Valledoria Tore Terzitta, per protesta si era piazzato con un camper...

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L’accoglienza dei migranti, che iniziò a maggio 2015, a Valledoria non ebbe un prologo esattamente trionfale. Anzi, il sindaco di Valledoria Tore Terzitta, per protesta si era piazzato con un camper davanti all’ex casa di riposo Cristo Re, che si sarebbe poi trasformata in un centro di accoglienza. Il primo cittadino, manifestava così a suo dire, il disappunto con la prefettura rea di non avere pianificato con lui e la sua amministrazione l’arrivo di circa 100 migranti. Il sindaco Terzitta aveva infatti il timore che la struttura scelta per accogliere i migranti fosse inidonea a garantire igiene, sicurezza e comfort a quella marea di gente disperata. Anche perché la stessa struttura era stata dichiarata inagibile dal prefetto nel 2012, quando all’epoca veniva utilizzata come ospizio per anziani e non poteva accogliere più di 34 persone. Pian piano però le cose sono rientrate nella norma, e grazie alla grande professionalità dei responsabili della cooperativa Le tre Fontane, che lavorano nel centro di accoglienza di Valledoria, e la fattiva collaborazione con l’amministrazione comunale anche i malumori creati da alcuni ospiti che avevano manifestato all’esterno della struttura tutto il loro malcontento, sia per il cibo sia per l’inadeguatezza della stessa struttura, sono cessati gradualmente.

Oggi si è trovata una soluzione affinchè i migranti che si trovano loro malgrado catapultati a Valledoria possano intravedere un lumicino di speranza per potersi rifare una propria identità e una vita sociale. E anche la popolazione locale si è abituata a questa presenza e vorrebbe che i migranti fossero davvero inseriti nel tessuto sociale. (g.f.)

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