Centro storico, a Bulzi consiglieri incompatibili
Per l’approvazione del Piano particolareggiato è stato nominato un commissario Conflitto di interessi per quasi tutti gli esponenti di maggioranza e opposizione
BULZI. L’assessorato regionale per gli Enti locali ha nominato nei giorni scorsi un commissario ad acta nel Comune di Bulzi per l’adozione e l’approvazione del piano particolareggiato del centro storico. Si tratta di una atto dovuto in quanto il consiglio comunale del piccolo comune dell’Anglona si è ritrovato a dover approvare l’importante documento che dovrà rivisitare l’assetto urbanistico e abitativo dell’intero centro storico del paese ma i suoi componenti, sia quelli della maggioranza che quelli della minoranza, si sarebbero esposti, praticamente tutti, a un macroscopico conflitto di interessi.
Da un’indagine neanche molto dettagliata infatti è risultato che ogni componente dell’assemblea comunale è proprietario in qualche modo di una delle case situate nel nucleo storico del paese o imparentato con i proprietari, per cui avrebbero dovuto astenersi dal votare il documento. Per evitare inutili perdite di tempo e magari i tanti possibili ricorsi che ne sarebbero scaturiti il Consiglio comunale ha perciò deciso di passare la palla alla Regione che ha così nominato un commissario ad acta, l’architetto Mauro Carboni, il quale dovrà studiare e approvare il nuovo piano particolareggiato.
In un piccolo centro dove è già una vera impresa trovare i candidati disposti a far parte di una compagine amministrativa (a Bulzi comunque le liste presentate alle ultime consultazioni amministrative erano state due) è ancora più difficile non avere possedimenti o familiari interessati dal piano particolareggiato.
Nonostante questo l’amministrazione comunale ha voluto comunque approvarlo anche perché l’adozione del nuovo piano particolareggiato potrebbe contribuire a rallentare in qualche modo il fenomeno sempre più preoccupante del decremento demografico che affligge i piccoli centri dell’interno. Con il nuovo piano per il centro storico ad esempio si potrà consentire ai proprietari di abitazioni con il solo piano terra di sopraelevare e di realizzare case e ambienti più confortevoli che potrebbero, perché no, attirare anche l’interesse dei turisti e dei non residenti in questo piccolo ma grazioso centro che dista solo qualche chilometro dal mare. Il rischio del conflitto d’interessi viene così evitato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
