Sassari, scuole nel mirino dei ladri: raffica di furti
Quarto colpo in poco tempo al 10° circolo: rubati anche i soldi per acquistare i libri. Caseggiati sempre più vulnerabili
SASSARI. Continuano le scorribande nelle scuole. Ormai è un bollettino di guerra quotidiano che appare inarrestabile. Il nuovo raid la notte scorsa al 10° circolo di via Oriani: i ladri hanno portato via confezioni di merendine, hanno svuotato la cassetta delle monetine di un distributore automatico delle bibite. Razzia anche in segreteria, dove sono stati presi i risparmi (circa 200 euro) che la scuola doveva utilizzare per l’acquisto di libri da destinare all’attività didattica e un paio di occhiali.
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Si tratta dell’ennesimo colpo in poco tempo in una scuola che, evidentemente, è vulnerabile come tante altre e dove i ladri possono entrare con grande facilità. Dall’inizio dell’anno tra via Oriani e via De Carolis ci sono già stati quattro furti e a poco sono serviti anche i controlli e le attività di prevenzione che sono state messe in atto.
La scuola non è dotata del sistema di videosorveglianza e l’ultima volta i ladri avevano portato via anche due computer, materiale prezioso per lo svolgimento delle attività didattiche. Stessa sorte era toccata anche alla scuola dell’infanzia di via Berlinguer, del terzo circolo, con danni importanti.
Il furto fa crescere il livello di preoccupazione, e ormai da parte di tutti i dirigenti scolastici sono arrivate segnalazioni per il basso livello di sicurezza delle scuole che vengono prese di mira come dei “bancomat” per prelevare dalle cassette dei distributori di alimenti e bevande e anche per rubare computer che vengono poi rivenduti nel mercato clandestino.
Finora le indagini delle forze dell’ordine non hanno portato risultati, anche perché non è facile risalire agli autori dei colpi che - in diversi casi - potrebbero anche essere opera della stessa banda. Un gruppo di persone bene informate, anche sugli arrivi dei computer che in qualche caso sono stati rubati subito dopo essere stati posizionati nelle classi. L’impressione - almeno in un paio di occasioni - è che i ladri possano avere contato su complicità dirette dall’interno della scuola (era una delle ipotesi per quanto riguarda il furto commesso al liceo scientifico Spano), non necessariamente studenti, ma anche altre persone che hanno avuto accesso frequente all’istituto al punto da essere a conoscenza anche dell’installazione dei nuovi pc.
In un caso era stata anche lasciata aperta la maniglia di una finestra, una sola attraverso la quale si sono introdotti i ladri.
Dietro i furti, comunque, c’è un lavoro complesso degli investigatori che si basa molto sui rilievi eseguiti dagli specialisti della Scientifica che hanno catalogato impronte, tracce biologiche e ogni altro elemento utile per cercare di risalire agli autori dei furti.
Il tema di fondo resta, però, quello della sicurezza e dei sistemi di videosorveglianza che è praticamente assente in tutte le scuole della città.
Se ne parla ormai da anni ma il traguardo potrà essere raggiunto solo con un programma ambizioso, che richiede risorse finanziarie importanti per dare concretezza ai progetti di sicurezza. Una scelta obbligata, anche perché i danni causati dai furti rischiano di essere superiori (nel corso degli anni) agli investimenti preventivati per gli impianti di videosorveglianza.
Si lavora anche su un altro aspetto, che mira a responsabilizzare la scuola in tutte le sue componenti, coinvolgendo anche le famiglie. Perché un danno alla scuola è una sconfitta per tutti. (g.b.)
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