Dagli Statuti la spinta alla città per un senso di appartenenza
Dal convegno promosso per i 700 anni del documento storico emerge l’orgoglio tipico dei sassaresi A Palazzo di Città si sono ritrovati studiosi, ricercatori di altre università e alcuni ex primi cittadini
SASSARI. Indipendenza e senso di orgoglio cittadino che nel tempo hanno fatto emergere la volontà di affrancamento dalla cultura rurale. Gli Statuti non sono solo la base dell’identità storica della città di Sassari, ma anche l’espressione di quella consapevolezza che ha spinto i sassaresi a rivendicare l’autonomia e a trattare da pari con le Repubbliche blasonate del tempo. Temperamento che filtra chiaramente dalle righe del Codice e che testimonia la matrice tutta sassarese di uno dei documenti giuridici più importanti del Medioevo sardo. Lo ha rimarcato anche Luigi Berlinguer, aprendo, ieri sera a Palazzo di città, il convegno promosso da Comune, Università e Soprintendenza, dedicato agli Statuti Sassaresi. Un elemento caratterizzante, dunque, individuabile non solo nel testo del Codice, ma anche nel temperamento tipico del sassarese sempre ostinatamente orgoglioso di quello status cittadino che affonda le radici nella cultura medievale. «Emerge il senso dell’identità - ha spiegato infatti Berlinguer - ambizioni e interessi che motivano l’autonomia e c’è da chiedersi quanto abbia influito questa consapevolezza nella volontà di darsi un assetto autonomo e leggi proprie». Certo è che Sassari con la promulga degli Statuti rivendica a Genova l’autonomia in senso stretto e linee di autogoverno che lasciano intendere l’accettazione di un accordo, ma a condizioni ben precise. Rileggendo il passaggio del I libro, quello dedicato al giuramento del podestà - nel corso della serata Clara Farina lo ha letto in lingua originale - si comprende bene che non si tratta di una semplice professione di fede alle leggi della Repubblica, ma implica la gestione politica e l’amministrazione della giustizia dentro una cornice in cui l’istituzione conserva comunque margini di indipendenza e soprattutto la propria dignità di comune libero. Temi anticipati da Antonello Mattone, in apertura di lavori, quando ha fatto riferimento ai nuovi dati emersi rispetto all’ultimo convegno organizzato nei primi anni Ottanta. Certo è che gli Statuti, per dirla con Marco Milanese (università di Sassari), continuano «dopo settecento anni, a catalizzare l’interesse degli storici e a coagulare un gran numero di studiosi e appassionati». Per queste ragioni, in occasione del settimo centenario, il Comune ha pensato bene di rendere pubblico un documento che fino a pochi giorni fa poteva essere consultato solo nell’Archivio cittadino, dove è tuttora custodito. «Il progetto di digitalizzazione - ha rimarcato infatti Angela Mameli (Fondazione di Sardegna) - ha consentito di avvicinare alla gente un documento importante con un sistema semplice e facilmente fruibile». Significativo il fatto che tra il folto pubblico, presente ieri a Palazzo di città, ci fossero non soltanto il sindaco Nicola Sanna e l’assessora alla Cultura Raffaella Sau - che ha moderato la serata - ma anche una nutrita rappresentanza di ex primi cittadini: da Marco Fumi a Franco Borghetto, da Anna Sanna a Nanni Campus, ulteriore riprova del rilievo che il documento, ancora oggi, a sette secoli di distanza, riveste per la storia e per la cultura della città di Sassari. La prima sessione dei lavori, presieduta da Manlio Brigaglia, si è conclusa ieri in tarda serata, stamani, con inizio alle 9, si riprende con la seconda presieduta da Marco Rendeli (università di Sassari).
Sono previste relazioni di Giovanni Azzena, Attilio Mastino e Enrico Petruzzi (università di Sassari), Daniela Rovina (soprintendenza), Piergiorgio Spanu, Marco Milanese e Franco G.R. Campus dell’Università di Sassari, Marco Cadinu (università di Cagliari), Paolo Cau (archivio storico comunale), Alessandro Panetta, Matteo Pipia, Matteo F.J. Magnani e Carla Sgarella, Luca Sanna e Laura Biccone dell’università di Sassari.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google