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Clima e nanomateriali, le sfide dell’università di Sassari

Clima e nanomateriali, le sfide dell’università di Sassari

Via a due ambiziosi progetti di ricerca grazie ai finanziamenti arrivati dall’Europa con Horizon 2020

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SASSARI. La lotta ai cambiamenti climatici e l’applicazione in medicina dei nuovi nanomateriali a base di carbonio: sono due dei grandi temi sui quali l’Università approfondirà le ricerche grazie ai finanziamenti ricevuti dalla Commissione Europea.

“Horizon 2020”, principale strumento europeo per il sostegno della ricerca scientifica innovativa, ha infatti premiato l’Ateneo di Sassari attraverso il bando Rise per gli “Scambi tra il personale della ricerca e innovazione”. Due ricercatori del Dipartimento di Chimica e Farmacia dell’Ateneo, Sebastiano Garroni e Lucia Gemma Delogu, coordineranno altrettanti gruppi di ricerca internazionali e interdisciplinari, per un budget complessivo pari a circa un milione e mezzo di euro.

Sebastiano Garroni guiderà il progetto "CO2MPRISE" (CO2 absorbing material project-RISE), finanziato con 702mila euro, sullo studio di nuovi materiali e processi per il confinamento e la conversione dell’anidride carbonica, tema strategico nell’ambito del contrasto ai cambiamenti climatici di cui questo gas risulta essere il principale responsabile. Lo studioso sassarese coordinerà un team di ricercatori operanti in sette diversi Paesi: Argentina, Cile, Italia, Spagna, Cipro, Germania e Grecia.

L’altro progetto è intitolato "CARBO-IMmap" e ha ottenuto dalla Commissione Europea, attraverso Horizon 2020, ben 796mila euro. La coordinatrice sarà Lucia Gemma Delogu e coinvolgerà nella ricerca sette partner internazionali tra Italia, Spagna, Francia, Germania, Qatar, Stati Uniti e Cina.

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