Giave, sindaci a raccolta per salvare la stazione
Tredici amministrazioni hanno accolto l’invito di Maria Antonietta Uras I Comuni chiedono la riattivazione delle fermate dei treni per tutelare il territorio
GIAVE. Alle 9,30 la sindaca Mariantonietta Uras, accompagnata dal vice, Annino Corazza e dai consiglieri Maria Stefanelli e Giulio Muzzo ha ricevuto, nel piazzale antistante la stazione, ridotto ormai a una landa deserta, in dissesto e in stato di completo abbandono, i sindaci e i rappresentanti dei tredici Comuni che fanno parte dell’Unione del Meilogu, presieduta da Salvatore Masia. Si sono incontrati ancora una volta per ribadire la richiesta di una chiara e definitiva risposta da parte dell’assessore regionale ai Trasporti, di Trenitalia e della Rfi, (ai quali è stata inviata un’ulteriore pressante richiesta) sulla riapertura della stazione ferroviaria di Giave che, costruita nel 1878, ha costituito per circa 138 anni, uno degli snodi ferroviari più importanti posto al servizio delle popolazione del centro dell’isola e della quale, dall’aprile scorso, con la semplice apposizione di un lucchetto al cancello d’ingresso, è stata improvvisamente decisa la fine. «Non stiamo chiedendo nuovi treni - ha osservato Mariantonietta Uras -, ma che, come avviene in altri paesi della Sardegna per casi simili, a prescindere dal numero dei passeggeri, il treno si fermi e consenta lo spostamento verso Cagliari o Sassari». La richiesta riguarda ovviamente i treni regionali, non certo il tanto decantato, e irrealizzato, treno superveloce. «La nostra richiesta a suo tempo è stata presentata anche al capo di gabinetto che sostituiva l’assessore regionale ai Trasporti, che ci aveva convocato a Cagliari e poi non ci ha ricevuto, ha continuato la sindaca. Non chiediamo l’impossibile ma esprimiamo le esigenze di un bacino d’utenza di almeno 25mila abitanti e vogliamo perciò proporre almeno quattro momenti di fermata che, se realizzati, consentirebbero il giusto utilizzo del treno e la presenza giornaliera di un buon numero di utenti». Ha quindi proposto gli orari da includere nella tabella oraria in via di definizione e che dovrebbe essere varata entro l’11 dicembre. 1° treno 8887, con partenza alle 17,10 per Cagliari, 2° treno 8986 con arrivo da Cagliari alle 14,50, 3° treno 8983 con partenza alle 18 verso Cagliari, 4° treno 8988 con arrivo da Cagliari alle 20,50». Tutte tratte che andrebbero percorse solo con i cosiddetti treni regionali. Le osservazioni della sindaca sono state pienamente condivise dai colleghi, che fanno gruppo contro l’insensibilità dei “padroni della diligenza” che pretendono di poter calare dall’alto scelte che dovrebbero essere, oltre che ponderate, discusse con i rappresentanti degli abitanti di quel territorio, per la ricerca anche di soluzioni alternative che consentano comunque di conservare un servizio importante per tutto il territorio. Nella discussione sono intervenuti anche gli altri primi cittadini disposti a fare cerchio intorno al sindaco di Giave con ogni iniziativa possibile e che hanno espresso chiaramente, e con forza, il proprio disappunto e l’amarezza per l’ennesimo tentativo d’impoverire un territorio che, come tanti altri del centro Sardegna, attende ben altre iniziative e interventi.
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