La Nuova Sardegna

Sassari

Rifiuti, niente consorzio e sciopero all’orizzonte

di Gavino Masia
Rifiuti, niente consorzio e sciopero all’orizzonte

Le due imprese non trovano un accordo e i sindacati annunciano iniziative La disorganizzazione gestionale intanto si ripercuote sul servizio di raccolta

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PORTO TORRES. Fumata nera e minaccia concreta di sciopero nell’incontro di lunedì tra amministrazione comunale, Cgil Funzione pubblica e Raggruppamento temporaneo d’impresa che gestisce l’appalto del servizio raccolta rifiuti solidi urbani. In ballo c’era la richiesta di attivazione delle procedure per la costituzione di una società consortile – inoltrata dallo scorso luglio e riproposta nei mesi successivi dalle organizzazioni sindacali – e a quanto pare le due società che compongono la Rti sembrano ancora lontane dal concretizzare l’accordo.

«Abbiamo chiuso negativamente la procedura di raffreddamento in unanime accordo con i lavoratori – dice il segretario generale Cgil-Fp Paolo Dettori -, perché la netta sensazione avuta dall’incontro è che soprattutto una azienda non abbia, carta alla mano, la reale volontà di far partire la società consortile. Nei prossimi giorni – aggiunge – renderemo note la proclamazione e la modalità dello sciopero (14 dicembre), a meno che le aziende mettano in atto fatti concreti: lo sciopero non è contro qualcosa o qualcuno, ma per garantire ai lavoratori e alla città buone condizioni di lavoro e di servizio».

La notizia del possibile sciopero era stata data ieri mattina dall’assessore all’Ambiente Cristina Biancu, durante i lavori del consiglio comunale, ricordando che non si era rispettato quanto promesso inizialmente e più volte dalle due aziende di costituirsi in società consortile.

«Sicuramente le società hanno chiarito e risolto alcuni problemi – sostiene l’assessora - e ora hanno anche l’elenco dei documenti per la costituzione della consortile: i disservizi sono cessati in seguito alla riunione dello scorso 22 novembre e questo conferma la ritrovata armonia fra le aziende».

Il problema sul tavolo rimane però sempre la proposta sulla costituzione di una società consortile per la gestione dei rifiuti, sollecitata nei mesi scorsi proprio per il perdurare della grave situazione di completa disorganizzazione nel cantiere dove operano le aziende.

Le difficoltà di gestire un servizio sono ancora evidenti e riconosciute anche dalle aziende interessate, quindi serve un atto notarile che attesti la volontà di costituirsi in società consortile almeno nella prima settimana di dicembre per revocare lo sciopero e raggiungere l’obiettivo inseguito dai sindacati e dallo stesso Comune. Sarà compito dell’amministrazione, come assicurato dalla assessora Biancu, sollecitare le due società che hanno l’appalto dei rifiuti di consorziarsi e porre fine ad una telenovela antipatica che si ripercuote sui lavoratori e sul servizio in città.

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