Due indagati per l’autista morto
Sono dipendenti della ditta del Padovano da cui è partito il carico. Stamattina a Sassari l’autopsia
SASSARI. Due persone sono state iscritte nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Sassari per la morte di Tonio Farris, il camionista di 41 anni di Ozieri travolto e ucciso lunedì mattina da un carico di oltre 900 chili di acciaio che lui stesso aveva trasportato dal porto di Olbia a Ploaghe per consegnarlo a una ditta che si occupa dell’installazione di pale eoliche.
Si tratta di un dipendente della ditta Espe di Grantorto, un paesino in provincia di Padova in cui vengono prodotti i componenti in metallo che Tonio Farris doveva consegnare alla “Cfc srl” e di un altro operaio che ha avuto accesso al cassone nel tragitto tra il Veneto e il porto di Genova. Le loro responsabilità sono ancora tutte da valutare. Il sostituto procuratore Maria Paola Asara subito dopo l’incidente aveva aperto un fascicolo contro ignoti e affidato ai carabinieri e agli ispettori dello Spresal delle Asl di Sassari e Padova l’incarico di risalire a chi si era occupato di caricare le 32 barre d’acciaio del peso di 30 chili l’una sul tir arrivato nell’isola lo scorso 25 novembre e a chi aveva la responsabilità di verificarne la stabilità prima di affidare il carico a Tonio Farris. Stamattina a Sassari sulla salma del povero camionista, sposato e padre di due figli, sarà eseguito l’esame autoptico, poi il corpo verrà restituito ai familiari. È stato fissato invece per lunedì prossimo dalla Procura il sopralluogo di un consulente nel piazzale di Ploaghe - ancora sotto sequestro - in cui si è verificato l’incidente in cui ha perso la vita Tonio Farris. I due indagati per omicidio colposo e la famiglia del camionista avranno la possibilità di nominare consulenti di parte per partecipare alla verifica sul carico del tir. La tragedia si era consumata poco prima delle 9 del mattino di lunedì all’ingresso di Ploaghe, in un piazzale utilizzato come deposito dalla “Cfc srl”, la ditta che si sta occupando dell’installazione e della manutenzione delle pale eoliche nel territorio. Quando aveva aperto la sponda laterale del cassone del tir che trasportava le componenti in acciaio il camionista era stato travolto da un carico di oltre 900 chili. Tonio Farris non aveva avuto il tempo di scansarsi, quando aveva spostato il telone del tir e liberato la sponda per consentire al titolare della “Cfc” e a un suo dipendente di scaricare il materiale proveniente da una ditta di Grantorto, era stato investito da una valanga d’acciaio. I due uomini che erano accanto a lui avevano provato a salvargli la vita, ma ogni tentativo era stato inutile. Dopo aver lanciato l’allarme e dato le indicazioni ai soccorritori per raggiungere il piazzale che si trova all’ingresso del paese, tra lo stabilimento La Genuina e il Molino Ledda, Salvatore Fonsa e il suo dipendente avevano preso un muletto e spostato il pesante carico di barre metalliche finito sopra il corpo di Tonio Farris. Il camionista era ancora vivo e i suoi soccorritori avevano sperato per qualche minuto che potesse farcela, ma subito dopo l’uomo ha perso conoscenza. Poco dopo erano arrivate due ambulanze del 118 e i carabinieri. I medici avevano tentato per diversi minuti di far ripartire il suo cuore, ma era stato inutile.
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