Falso avvocato truffa una donna anziana
Duemila euro di cauzione per ottenere la scarcerazione del figlio che non era mai stato arrestato. Indagano i carabinieri
SASSARI. Un avvocato premuroso e gentile, che ha poco tempo a disposizione perché se si perde l’attimo tuo figlio rischia di restare in carcere a lungo. Così si consuma in città l’ennesima truffa ai danni di anziani soli e indifesi. La donna - preoccupata e spaventata - ha seguito le indicazioni del sedicente avvocato e pochi minuti più tardi, quando a casa sua si è presentato un collaboratore del (finto) legale gli ha consegnato un acconto di 2mila euro in contanti dei 5mila richiesti. Poi l’uomo è sparito nel nulla. Alla donna anziana - che solo dopo, purtroppo, ha intuito la truffa - non è rimasto altro da fare che mettersi in contatto con alcuni conoscenti e presentare denuncia alla stazione dei carabinieri della compagnia di Sassari. É scattata, così, la caccia al falso avvocato e ai suoi complici che ormai agiscono da parecchio nel territorio e in Sardegna, pare spostandosi dalla penisola, ma le prime ricerche non hanno dato risultati positivi.
La donna anziana, fortemente amareggiata per l’accaduto, ha fornito ai militari del comando provinciale tutte le informazioni in suo possesso, soprattutto la descrizione fisica dell’uomo che si è presentato a casa e al quale ha consegnato i 2mila euro che - secondo il falso avvocato - dovevano servire per pagare la cauzione e fare tornare in libertà il figlio della donna arrestato per un non meglio precisato reato.
«Le indagini sono tutt’ora in corso per cercare di individuare gli autori della nuova truffa ai danni di persone anziane – ha detto ieri il maggiore Emanuele Fanara, comandante del Reparto operativo del comando provinciale – e purtroppo l’episodio denunciato è solo l’ultimo di una serie. Dall’attività di monitoraggio del fenomeno è emerso che i malviventi operano spesso in coppia e mettono in atto condotte criminose anche di altro genere».
In questi giorni sono stati rilevati numerosi tentativi da parte di truffatori che puntano prevalentemente persone anziane. L’ipotesi degli investigatori è che i falsi avvocati e finti rappresentanti delle forze dell’ordine abbiano a disposizione una sorta di banca dati dalla quale “attingere” i nominativi di persone anziane da contattare al telefono.
In effetti è un dato che era già emerso a livello nazionale, perché la telefonata - il primo contatto - del falso avvocato avviene a colpo sicuro. C’è il racconto dell’arresto del figlio della donna anziana, quindi la necessità di fare presto (nello spazio massimo di un’ora) per predisporre le carte relative alla cauzione da versare e favorire la scarcerazione della persona che avrebbe commesso il reato. É tutto inventato, ma il piano fila quasi sempre liscio. E quando scatta l’allarme, i truffatori si sono già dileguati con abilità da veri professionisti. E con la vigliaccheria di chi sceglie le vittime tra persone deboli e indifese.
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