La Nuova Sardegna

Sassari

Le sculture di Silecchia nella cappella alle Cliniche

di Antonio Meloni
Le sculture di Silecchia nella cappella alle Cliniche

Lo spazio rivisitato nel complesso di San Pietro verrà inaugurato martedì L’allestimento è stato completato con una sacra famiglia opera del ceramista

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SASSARI. Con la consegna dell'ultima scultura termina l'allestimento della nuova cappella all'interno delle cliniche di San Pietro.

La collocazione dell'opera, una sacra famiglia in ceramica, realizzata dall'artista Marco Silecchia, darà il via all'inaugurazione della struttura in programma martedì, alle 16.30, con una funzione che per l'occasione sarà celebrata dall'arcivescovo padre Paolo Atzei.

C'è da dire subito che l'altare della nuova cappella è ornato interamente dalle sculture in ceramica create da Silecchia e che la realizzazione dell'opera, voluta fortemente dal cappellano don Antonio Tanca, risponde all'esigenza fondamentale di portare fra le corsie delle cliniche un segno importante per i pazienti, i loro familiari e il personale che lavora nella struttura sanitaria. La scultura appena ultimata, che sarà consegnata nei prossimi giorni, ha preso forma nel laboratorio di via Pirandello dove Marco Silecchia vive e opera.

Un anno di paziente lavoro, con l'impiego di una tecnica particolare che prevede una serie di fasi e la profonda conoscenza di materiali e laboriose procedure legate all'utilizzo dell'argilla.

Prima il disegno su carta, poi la modellazione dell'argilla, quindi la realizzazione del calco in gesso per ottenere il negativo che sarà poi rimodellato e infine dipinto.

A questo punto, la statua passa attraverso tre distinte fasi di cottura in forno, a temperature elevate, per ottenere quella speciale vetrificazione che è la caratteristica particolare delle sculture di Silecchia che le rende apprezzatissime e non solo a livello regionale e nazionale.

La Sacra Famiglia della nuova cappella, ricalca l'iconografia classica che rappresenta Giuseppe e Maria ai lati e Gesù bambino al centro, sullo sfondo un banco da falegname, simbolo del mestiere di Giuseppe.

Anche la dimensione delle sculture (un metro Giuseppe e Maria, 50 centimetri per il bambinello) è un elemento importante sul piano del significato simbolico che quelle immagini portano con sé.

A maggior ragione se si considera il fatto che l'opera sarà esposta in un reparto ospedaliero, luogo di sofferenza, ma anche di speranza e di incontro con la fede.

E all’interno di una cappella che è luogo di ristoro irrinunciabile per lo spirito, il corpo e la mente per i malati e le loro famiglie.

Le opere e la fama di Silecchia hanno da tempo varcato le soglie dei confini regionali, un San Giuseppe di grandi dimensioni, realizzato dallo scultore sassarese, commissionato ai primi degli anni Duemila, orna una cappella del duomo di Cremona.

Sempre dalla città lombarda è stato commissionato a Marco Silecchia anche un calice che nei giorni scorsi è stato donato a Papa Francesco in occasione di una visita ufficiale in Vaticano.

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