Torna “Ozzu Sardu”, la Coldiretti premia i migliori oli dell’Isola
Presentata la seconda edizione del concorso Città di Sassari Oltre 31mila le aziende con 40mila ettari di terreno coltivato
SASSARI. In occasione della prima edizione, si erano cimentati i produttori di olio del Sassarese, quest’anno la competizione diventa regionale e premia il miglior olio extravergine d’oliva della Sardegna.
Dopo la valutazione dei campioni, esperti del settore, a fine gennaio, faranno anche il punto durante un importante convegno dedicato alle contraffazioni alimentari.
Il nutrito programma del concorso oleario “Città di Sassari”, alla seconda edizione, è stato presentato ieri, nella sala conferenze di Palazzo ducale, dal sindaco Nicola Sanna affiancato dagli assessori Fabio Pinna (Ambiente) e Gianni Carbini (Attività produttive), da Franca Aresu (Camera di commercio) e dai vertici di Coldiretti, Battista Cualbu (presidente regionale) e Ermanno Mazzetti (direttore provinciale).
C’è da dire subito che malgrado il calo drastico del 35 per cento nella produzione olearia regionale, l’olio sardo continua a mantenere eccellenti livelli di qualità. Lo dicono gli specialisti di settore, ma anche i premi assegnati ai diversi produttori e il crescente interesse, non solo dei professionisti, verso la coltivazione dell’ulivo che annovera la Sardegna fra le regioni italiane particolarmente vocate.
«Il settore olivicolo nell’Isola - ha spiegato infatti Mazzetti - muove un giro d’affari di venti milioni di euro di cui 4 milioni solo nel Nord Sardegna». A fronte di questa vocazione, però, c’è da rimarcare il fatto che vaste aree dell’Isola restano ancora fuori dal mercato pur avendo le carte in regola per poter impiantare coltivazioni che contribuiscano a incentivarne la produzione. Molto dipende dalla volontà politica, ma anche dallo stimolo delle amministrazioni locali.
Su questo versante va detto che il Comune di Sassari sta lavorando alacremente per incentivare la produzione all’interno di quella fascia "olivettata" che storicamente ha sempre fatto da cintura all’area urbana. Non è un caso che il "Città di Sassari" sia considerato dagli esperti uno dei più importanti concorsi a livello regionale. Al riguardo c’è da dire che la Sardegna vanta numeri di tutto rispetto: 31.212 aziende a fronte di circa quarantamila ettari di oliveto.
Di queste, 5.722 aziende sono di Sassari, 446 di Olbia, per un totale complessivo di oltre 700 ettari di coltura. L’inverno mite e la conseguente diffusione della mosca olearia hanno provocato un calo drastico del 48 per cento sulla produzione nazionale, che nel Sassarese si è ridotta al 25 per cento anche se la qualità del prodotto resta immutata. Si guarda con grande ottimismo alla crescita di interesse per l’olivicoltura, soprattutto fra gli hobbisti, tanto che l’idea dei promotori, d’intesa con il Comune di Sassari, è quella di fare in modo che il concorso diventi un appuntamento fisso.
Per partecipare al “Città di Sassari” è necessario consegnare, in forma anonima, entro il 10 gennaio, la scheda di adesione e due contenitori da 500 cc non contaminati. I concorrenti potranno recapitare scheda e campioni nella sede sassarese di Coldiretti o nella sede Appos (Associazione provinciale produttori olivicoli) in via Budapest 10/A. Tutti gli oli che partecipano al concorso saranno sottoposti a esame organolettico e chimico fisico da parte di una commissione incaricata dalla Camera di commercio. Il premio andrà agli oli che saranno classificati ai primi tre posti per le sezioni fruttato intenso, fruttato medio e fruttato leggero. Una menzione speciale anche per il miglior biologico e il miglior monocultivar mentre tutti i partecipanti avranno un attestato.
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