Sassari, uccise la zia: disposta la perizia psichiatrica
Salvatore Usai aveva ammazzato Bonaria Sanna a metà gennaio colpendola più volte alla testa con un vasetto di cristallo
SASSARI. Sarà una perizia psichiatrica a stabilire se Salvatore Usai, 35 anni, fosse capace di intendere e di volere quando lo scorso 15 gennaio uccise la zia Bonaria Sanna di 80 anni con un vasetto di cristallo, al termine di una discussione nata dopo l’ennesima richiesta di denaro che l’anziana donna si era rifiutata di dargli.
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Lo ha stabilito ieri mattina il giudice dell’udienza preliminare Rita Serra in avvio del processo per omicidio volontario. È stato il difensore dell’imputato, l’avvocato Maurizio Serra, a chiedere che Usai venisse processato con il rito abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica. Il prossimo 11 gennaio l’incarico per la perizia verrà affidato alla psichiatra Claudia Granieri. Intanto ha scelto di costituirsi parte civile nel processo una nipote della vittima assistita dall’avvocato Carlo Pinna Parpaglia.
Il delitto era stato commesso la notte tra il 14 e il 15 gennaio nella casa di via Torres dove zia e nipote vivevano insieme. Dopo l’omicidio, Usai si era cambiato di abito, aveva cercato di pulire la scena del delitto, aveva infilato tutto in una busta di nylon e aveva poi gettato gli stracci e il vaso di cristallo in un cassonetto. Poi aveva vagato a lungo per la città e alle 8 del mattino si era presentato a casa della madre (sorella della vittima). Insieme infatti dovevano andare alla Caritas per ritirare il pacco degli alimenti. Usai aveva però spiegato a sua madre che la zia gli aveva chiesto di fare la fila per lei, lasciando intendere che, forse, li avrebbe raggiunti. All’ora di pranzo era poi rientrato nell’abitazione di via Torres e aveva chiamato il 118: «Presto, venite, mia zia è caduta e ha battuto la testa». Ma quando i soccorritori erano entrati nell’appartamento avevano capito subito che non si trattava di un incidente domestico e avevano allertato la polizia. Nelle prime ore di permanenza in questura, Tore Usai aveva raccontato di avere trovato Bonaria Sanna a terra e aveva detto che perdeva sangue dalla testa. Aveva provato a far credere agli inquirenti che fosse caduta ma il suo racconto faceva acqua da tutte le parti e la sua posizione si era via via complicata, fino al momento del crollo e della confessione. «Non volevo ucciderla - aveva balbettato con gli occhi lucidi davanti agli inquirenti che lo interrogavano - ho perso la testa quando mi ha detto che ero un fallito, poi l’ho colpita».
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