La Nuova Sardegna

Sassari

Sul presepe della concordia è lite negozianti-Comune

di Giovanni Bua
Sul presepe della concordia è lite negozianti-Comune

I commercianti del Corso si lamentano per l’installazione che intasa il traffico L’amministrazione tira dritto e inaugura con consulta immigrati e studenti

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SASSARI. Un simbolo di incontro e fratellanza che finisce per spaccare il centro storico. Con i commercianti che storcono il naso, quando non protestano sonoramente. I residenti che di dividono tra chi si accontenta del buon inizio e chi ricorda che i problemi sono ben altri. E il sindaco e l’amministrazione che vanno avanti convinti, con un’inaugurazione in grande stile che coinvolgerà oggi anche la consulta degli immigrati e la scuola di San Donato.

Protagonista inconsapevole del quarantotto prefestivo il presepione blu elettrico realizzato dagli studenti dell’Accademia delle Belle arti di Sassari, installato nella corsia centrale di piazza Porta Sant’Antonio, nella parte finale del Corso Vittorio Emanuele. Un “tappo” natalizio che da un paio di giorni, e fin al 7 gennaio, costringe gli automobilisti che vogliono salire o scendere dal Corso a usare le due vie laterali, con qualche prevedibile ingorgo, un bel po’ di coloriti commenti, e un paio di accorgimenti messi in campo in extremis, come la volta a sinistra per la Stazione, proibita nei primi due giorni e concessa da questa mattina, o il pollicino Atp fermato e poi riapparso.

Abbastanza per far saltare sulla sedia gli esasperati commercianti del centro basso. «È tutto sbagliato – tuona Miriam Capitta, dello storico negozio di dolci sardi –. E non perché noi non vogliamo animazione nel Corso. Ma perché questo spoglio presepe, non annunciato, né spiegato, non serve. E anzi danneggia i nostri già scarsi affari». Con lei l’associazione di commercianti che presiede, formatasi da un paio di mesi, che riunisce le attività storiche di Corso Vittorio Emanuele.

Più articolata la posizione di Costantino Cubeddu del negozio di abbigliamento Perez, nel cuore del centro dal 1952: «I problemi di questa zona sono ben altri – spiega –. Siamo abbandonati da 20 anni. Ghettizzati e in mezzo al degrado. Serve illuminazione, posteggi a tempo, decori e decoro. Questo tratto di strada non è pericoloso, ma dà percezione di pericolo, non certo di festa». «Magari un mercatino natalizio – sottolinea Giampiero Canu del Frutta e Verdura – che fa fermare la gente, la invita. Bene il simbolo e le intenzioni del Comune. Anche se di buone intenzioni siamo stanchi».

Di opinione diversa Carmela Monni del negozio di Corallo di Gianfranco Capelli: «Io sono contenta. Sarà poco, sarà in mezzo alla strada. Ma da qualche parte bisogna pur iniziare. Tutto serve a resistere e a rialzarsi insieme». Arrabbiatissimo invece Gianfranco Zinella di Metro Kasa: «Ho problemi a muovermi io – dice – figuriamoci i miei clienti. Potevano usare le piazze, che vanno stimolate e riconquistate. O studiare una soluzione diversa. Non creare un imbuto che non aiuterà nessuno». Entusiasta infine Abul Basher, bengalese da 5 anni in città e da settembre alla guida del suo Indian Store: «Sono contento. È un segno di attenzione e può servire ad attirare la gente. E a farla stare insieme, tutta».

E se i commercianti, e molti residenti, storcono il naso, l’amministrazione tira dritto. Rivendica la “filosofia” dell’installazione, e fissa per oggi alle 11.30 l’inaugurazione coinvolgendo la neonata consulta degli immigrati, gli alunni della scuola di San Donato e anche «i commercianti della zona e i rappresentanti delle loro organizzazioni rappresentative».

«Abbiamo avviato un percorso di valorizzazione del centro storico basso – afferma il sindaco Nicola Sanna – con l’arrostita dei Candelieri e il concerto. La città dovrà abituarsi a questo genere di utilizzo degli spazi. Ho preso in considerazione le richieste degli abitanti e dei commercianti e quando la prefettura ha ipotizzato l’utilizzo di un edificio per l’accoglienza di migranti, mi sono opposto perché quel quartiere, come è noto, ha già un alta presenza di cittadini extracomunitari. Per il periodo natalizio, poi abbiamo sostenuto e supportato le iniziative dei commercianti, dalle luminarie del corso Vittorio Emanuele a quelle della Galleria Cavour e via Brigata Sassari. Ma vorrei anche ricordare l’attenzione che abbiamo voluto dare a quell’area, con i progetti degli interventi territoriali integrati che hanno consentito a Sassari di ottenere 15 milioni di euro da investire nel centro storico della città»

Il presepe entra a far parte di un percorso più articolato che vede, già da domani, l’installazione di altre opere dei giovani artisti dell’istituto di via Duca degli Abruzzi in piazza d’Italia, piazza Castello, piazza Azuni, Palazzo Ducale, corso Vittorio Emanuele e piazza del Duomo.

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