Ittireddu reagisce: pace dopo l’omicidio
ITTIREDDU. Si è rinnovata anche quest’anno a Ittireddu la tradizione, ormai lunga più di quindici anni, della visita al presepe a grandezza quasi naturale realizzato dall’artista Gavino Uleri e...
ITTIREDDU. Si è rinnovata anche quest’anno a Ittireddu la tradizione, ormai lunga più di quindici anni, della visita al presepe a grandezza quasi naturale realizzato dall’artista Gavino Uleri e allestito nel giardino della sua casa: un’opera monumentale, frutto di anni di lavoro che a ogni Natale si vede aggiungere uno o più elementi. Tutto iniziò con le sculture in gesso - la Sacra Famiglia, i Magi e i pastori, ma anche i personaggi del mondo agropastorale sardo - per proseguire negli anni con nuovi personaggi, scenari, animali e attrezzature del mondo agricolo.
Un bellissimo esempio d’arte che ogni anno è visitato da tantissime persone, sia sotto Natale sia nella giornata della festa delle cantine di Vin’Intermontes, che quest’anno ha avuto circa duemila visitatori molti dei quali hanno fatto tappa nel giardino di casa Uleri per vedere da vicino l’opera di cui tutti parlano e che tutti, in Sardegna (e non solo) conoscono.
Un’opera che racconta non solo la Natività ma anche Ittireddu e la sua gente: un quadro «di vita e di pace», come ha detto il sindaco Franco Campus, un’opera che quest’anno ha avuto un valore di unione comunitaria ancora più grande in un paese ancora scosso dal tragico omicidio del giovane Alessio Ara avvenuto poco prima di Natale. «Anche questo presepe, che ormai fa parte della nostra storia - ha detto Campus - è un modo per dire che il paese c’è, è vivo e reagisce». A benedire l’opera, anche quest’anno, il vescovo Corrado Melis, con il parroco don Tonino Cabizzosu, davanti a tanti visitatori. (b.m.)
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