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Sassari

il borgo minerario

Brandimarte: «E ora sediamoci a parlare»

L’Ad della società che ha battuto il Comune: finalmente qui potrà partire lo sviluppo

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SASSARI. Se il Comune trema l’Argentiera festeggia. La sentenza del Tar del 31 dicembre infatti riporta il centro matrice del borgo minerario alla previsione del 2006. «Un buon passo di partenza – spiega Fabio Brandimarte, Ad dell’Argentiera Spa – soprattutto se, come sembra, il Comune smetterà di essere prepotente e si siederà a discutere con noi». Il guadagno potrebbe arrivare per entrambi. Brandimarte infatti ha ancora in piedi una causa civile di risarcimento danni legata all’intesa siglata nel 2006, in base alla quale l’Argenteria Spa avrebbe dovuto cedere al Comune la proprietà di alcuni edifici storici, come il pozzo Podestà e l’antica laveria e in cambio Palazzo Ducale avrebbe dovuto riconoscere all’Argentiera Spa la possibilità di sviluppare urbanisticamente la zona. «Quell’intesa era stata calibrata sul Ppr di Soru. E la successiva delibera del Comune gli aveva di fatto tagliato le gambe. Ora possiamo riprendere a parlare».

Da capire ora da dove questo allargamento del centro dell’Argentiera sia uscita fuori. Secondo il Tar infatti il Comune di Sassari avrebbe incluso nella perimetrazione anche aree che sarebbero prive di correlazione con le aree degli insediamenti storici presenti nelle zone minerarie; e ciò avrebbe fatto senza alcuna valutazione dei profili storici, filologici e geografici. Studi precisi che per Sassari sono stati fatti e per il borgo minerario no. Con l’estensione che sarebbe stata decisa in non meglio precisate riunioni in Regione, di cui non c’è però nessuna traccia documentale.

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