Fundone, parco della discordia
Insieme per Ossi: «È rimasto chiuso per un anno solo per fare pochi lavori»
OSSI. Riapre il Parco di Fundone, tornano le polemiche. Non c’è pace per quello che ormai è diventato il parco della discordia. I primi commenti, al vetriolo, arrivano dal gruppo consiliare “Insieme per Ossi”, in maggioranza quando il parco è stato realizzato, all’opposizione oggi. I lavori di realizzazione, ricordano i consiglieri Maria Laura Cossu, Antonino Canu e Tatiana Giuranna (che ne fanno parte), sono cominciati il 15 maggio 2013 e si sono conclusi il 22 febbraio 2015, senza che né direttore dei lavori, né l’impresa, né il responsabile unico del procedimento avessero nulla da eccepire. Che cosa è cambiato, si chiedono, in questo anno e mezzo di chiusura del parco rispetto all’inaugurazione del maggio 2015? Sono stati installati tre cancelli, sono stati tagliati alcuni alberi, sono state aggiunte delle stecche in alcune palizzate ed è stata migliorata la sicurezza di due pozzi: tutto questo per una spesa di 22.859,75 euro. Sostenere, commentano i tre consiglieri, che a fronte di un investimento di 1,3 milioni sia risolutivo un intervento di 23 mila euro, che si poteva realizzare in un mese di tempo e non in un anno e mezzo, è risibile. Non solo, aggiungono, ma i lavori effettuati potevano essere benissimo svolti dagli operai comunali, senza spostare i fondi destinati al restauro della ex S. Giovanni Battista.
“Insieme per Ossi” punta poi il dito contro il sindaco Serra, del quale mette in rilievo un atteggiamento contradditorio tra l’ordinanza di chiusura del Parco del giugno 2015 e quella di riapertura dei giorni scorsi. Nella prima, infatti, si diceva che il parco veniva chiuso per mancanza di un gestore e che questa incombenza non poteva essere scaricata sugli operai comunali. Ora invece si è stabilito che gli ingressi al parco verranno aperti e chiusi proprio dagli operai comunali. Cosa che, commentano sarcastici, evidentemente si poteva fare anche prima. Ma a scandalizzare il gruppo di “Insieme per Ossi” è soprattutto la vicenda della gara d’appalto per la gestione della struttura. Nel 2015, ricordano, la precedente amministrazione, con bando pubblico, aveva chiesto se ci fossero soggetti interessati alla gestione del Parco. Avevano risposto in 15; ma l’amministrazione Serra ha ignorato queste manifestazioni di interesse ed ha bandito una nuova gara. Gara alla quale non ha partecipato nessuno; per una ragione molto semplice: «le condizioni antieconomiche alle quali solo dei kamikaze potevano partecipare».
Pietro Simula
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