La Nuova Sardegna

Sassari

I telefoni dei Masala ai raggi x della difesa

di Nadia Cossu
I telefoni dei Masala ai raggi x della difesa

Nuova udienza in abbreviato, imputato il 18enne Paolo Pinna

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SASSARI. Gli avvocati di Paolo Pinna (Agostinangelo Marras e Angelo Merlini) entrano in possesso dei tabulati telefonici della famiglia di Stefano Masala che saranno depositati nell’udienza del 9 febbraio durante la quale – come ha preannunciato Marras – «potrebbe esserci una richiesta di perizia su eventuali telefonate che dovessimo ritenere significative». Ma nella stessa udienza è stata disposta anche l’acquisizione dei tabulati del supertestimone Alessandro Taras. «Li vogliamo visionare tutti però – ha ribadito il legale di Pinna – non quelli di una sola utenza telefonica ma anche degli altri tre apparecchi di cui ci risulta fosse in possesso. Due sono stati sequestrati lo scorso marzo e sottoposti a incidente probatorio».

Sono gli ultimi sviluppi del processo con rito abbreviato condizionato che si sta celebrando al tribunale dei minori di Sassari. Imputato è il diciottenne Paolo Pinna – accusato dei delitti dello studente di Orune Gianluca Monni e del trentenne di Nule scomparso nel nulla Stefano Masala – in concorso con il cugino di 22 anni Alberto Cubeddu. E il supertestimone Taras è proprio il giovane che raccontò, e poi confermò durante un incidente probatorio, di aver visto con i propri occhi Cubeddu incendiare l’Opel Corsa di Stefano Masala. Ossia la macchina che le telecamere di Orune inquadrarono la mattina dell’omicidio Monni e che gli assassini avrebbero usato per raggiungere il paese della Barbagia. «Riteniamo che Taras abbia mentito – aveva detto Marras – e non ci spieghiamo come mai non siano stati acquisiti i tabulati del suo telefono».

Avere a disposizione i tabulati delle utenze di Taras e di tutta la famiglia Masala era la prima delle condizioni poste dalla difesa di Pinna. «In questo modo – aveva spiegato Agostinangelo Marras – potremo sapere con chi hanno avuto contatti nel periodo compreso tra l’8 maggio e l’8 novembre. Per noi è un ottimo risultato considerato che li chiedevamo da tempo ma la Procura non ce li ha mai dati». Le ragioni per le quali vogliano conoscere i contatti avuti dai Masala potrebbero essere legate a questioni di strategia difensiva. «Sapete cosa troveranno nei nostri telefoni? – è il commento di Marco Masala, padre di Stefano – Dolore. Tanto dolore».

Nell’udienza di ieri Minisola ha anche accolto la richiesta del pubblico ministero Roberta Pischedda: verrà cioè acquisita una nota informativa dei carabinieri che risale al 9 gennaio nella quale si dava atto del contenuto delle conversazioni intercorse tra Paolo Pinna e l’indagato 24enne di Buddusò Piergiorgio Massaiu, durante le quali i due farebbero riferimento alla storia della pistola saltata fuori durante la “famosa” festa di Cortes Apertas a Orune. Vicenda dalla quale, secondo la Procura, ebbe origine il movente del delitto Monni. Il giudice ha disposto anche l’acquisizione della copia del cd che contiene le intercettazioni sempre relative alle chiacchierate tra Pinna e Massaiu.

All’udienza al tribunale dei minori erano presenti il padre e la madre di Paolo Enrico Pinna e tanti familiari e amici delle famiglie Monni e Masala. C’erano Valentina e Alessandra, le sorelle di Stefano, ma non c’erano il padre Marco e il fratello Giuseppe «perché impegnati nelle ricerche» che, su iniziativa personale, stanno andando avanti tutti i giorni. In attesa che arrivino i rinforzi. Supporti che dovranno essere accordati dalla Procura della Repubblica di Nuoro e che serviranno a perlustrare al meglio il territorio, anche con apparecchiature sofisticate. Intanto, però, la famiglia Masala non si ferma e quotidianamente passa al setaccio diverse zone intorno al paese.

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