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Sassari

«Ludopatia, serve una legge della Regione»

«Ludopatia, serve una legge della Regione»

Il consiglio comunale approva all’unanimità una mozione. Benvenuto: mancano gli strumenti giusti

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SASSARI. Una legge regionale da approvare con urgenza, per dare ai Comuni gli strumenti necessari per combattere la ludopatia. Una guerra che Palazzo Ducale si è già impegnato a combattere, con una mozione approvata all’unanimità nel 2014, ma che, senza una “cornice” normativa che a livello comunale non può essere creata, non ha armi per vincere.

E così martedì il consiglio comunale ha approvato all’unanimità una mozione, prima firmataria Lisa Benvenuto, che impegna sindaco a giunta a fare pressione in Regione per approvare una normativa che consenta l’attuazione di politiche di contrasto alla ludopatia, tra tutte l’adozione di distanze minime dai luoghi sensibili della città. Ma anche impegna il sindaco, in quanto presidente della Rete Metropolitana del Nord, a stimolare un confronto all’interno della Rete Metropolitana stessa, sul tema della ludopatia. E infine ad avviare un censimento dei luoghi sensibili da proteggere non appena la legge regionale verrà approvata.

Mozione approvata all’unanimità, pur con qualche distinguo dei M5S che hanno sottolineato come la promessa detassazione per i locali commerciali slot-free non sia mai stata messa in atto.

«Chiediamo due cose molto importanti – spiega la prima firmataria Lisa Benvenuto –. Innanzitutto l’approvazione di una legge regionale in materia. L’ultima proposta di legge, depositata a novembre del 2015, è stata analizzata anche con il supporto di diversi gruppi cittadini attivi sul tema del gioco d’azzardo patologico. E’ una proposta completa che ci consentirebbe di attuare concretamente politiche di contrasto alla ludopatia tra cui l’istituzione di aree di tutela intorno ai luoghi sensibili. In previsione di ciò bisogna avviare un lavoro con bar, tabacchini e circoli, attualmente detentori di slot machine, affinché possano riorganizzare la loro attività. In attesa dell’obbligo, ad oggi la dismissione delle macchinette è ancora una scelta virtuosa, premiata dai cittadini e finalmente anche dall’amministrazione comunale».

«Il gioco d’azzardo patologico è una delle prime forme di "dipendenza senza droga" – sottolinea la capogruppo Pd Carla Fundoni –. Si proibisce la legalizzazione delle droghe leggere ma di fatto si creano zombie da gioco. Se da un lato si combatte il fenomeno della ludopatia, lo dimostra la finanziaria del 2016 con un investimento di 50 milioni, dall’altra aumenta l’offerta da gioco legata ad introiti per lo stato, aumenta il gioco minorile, aumenta l’offerta on-line, aumenta la pubblicità aggressiva. Il problema del danno da gioco e tutto ciò ad esso legato non può e non deve essere lasciato in mano ai sindaci e agli Amministratori locali, necessita di un’attenzione e un indirizzo chiaro a livello nazionale. Bene l’inserimento della ludopatia nei nuovi Lea, ma questa non può essere la soluzione. Il profitto non può prescindere dalla salute dei cittadini di un Paese che si definisce civile e in cui la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività». (g.bua)

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