La Nuova Sardegna

Sassari

Primi segni di decadimento dei piloni del ponte Vespucci

di Gavino Masia
Primi segni di decadimento dei piloni del ponte Vespucci

L’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Derudas dopo il sopralluogo: «Non c’è pericolo imminente» Da tempo in Regione giace una richiesta di finanziamento per la costruzione di un’opera alternativa

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PORTO TORRES. I piloni di sostegno del ponte Vespucci presentano i segni dell’usura del tempo, con il distacco del cemento che mette a nudo il ferro già aggredito dalla ruggine. A segnalare il problema su una delle strutture più importanti della viabilità per la zona industriale è stato il responsabile del Cisom Gian Paolo Delogu, mentre effettuava un controllo sulla foce del rio Mannu, che ha avvertito immediatamente i vertici dell’amministrazione comunale e il responsabile dell’Area tecnica Claudio Vinci. Martedì mattina c’è stato un sopralluogo del nuovo assessore ai Lavori pubblici Alessandro Derudas, che ha effettuato un rilievo molto dettagliato su tutti i piloni che reggono il ponte. «In alcuni piloni si è distaccato il ferro – ha detto -, mentre in altri è in atto un processo fessurativo: non c’è pericolo immediato per la stabilità del ponte, ma serve urgentemente una manutenzione ordinaria dei piloni». Il ponte Vespucci è stato costruito con i fondi dell’allora Cassa del Mezzogiorno, per permettere ai mezzi pesanti diretti al petrolchimico di non utilizzare più l’antico monumento del Ponte Romano. Dopo tanti anni, ironia della sorte, sono le strutture portanti del ponte Vespucci che stanno provocando l’insabbiamento del rio Mannu per la presenza dei cosiddetti “gabbioni maccaferri”: queste gabbie da un lato danno solidità alle fondazioni del ponte, ma dall’altro rendono difficoltoso il deflusso del rio Mannu soprattutto durante i periodi primaverile ed estivo. Da qui l’insabbiamento alla foce del fiume, che si ripercuote anche su alcune arcate del Ponte Romano. Per cercare di mantenere intatta la viabilità che costeggia la spiaggia della Marinella, preservando altresì il deflusso del rio Mannu, l’amministrazione comunale aveva predisposto anche delle schede da inserire nei progetti di Area Vasta. Tra questi c’era una richiesta di finanziamento per la costruzione di un nuovo ponte strallato, previa demolizione del ponte Vespucci, proprio per non avere i piloni di fondamento sull’alveo del rio Mannu.

La caratteristica saliente dei ponti strallati è infatti quella di assumere un comportamento statico anche per i carichi mobili. Il ponte strallato è poco deformabile, facilmente costruibile e comporta un basso quantitativo di acciaio ad alta resistenza per i cavi. Un progetto ancora attuale ma che finora non ha mai ricevuto alcuna risposta di finanziamento per poter pensare concretamente ad un’altra struttura importante per la viabilità tra la città e l’area industriale diversa dal ponte Vespucci. Il problema è anche capire a chi spettano gli interventi di manutenzione dei piloni, dopo che tutta quell’area era stata inserita tra i siti di interesse nazionale.

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