La Nuova Sardegna

Sassari

Ora 15 famiglie hanno un randagio come amico speciale

di Barbara Mastino
Ora 15 famiglie hanno un randagio come amico speciale

Funziona la campagna per l’adozione dei cani abbandonati L’assessore Lostia: «Le associazioni si facciano avanti»

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OZIERI. A cinque mesi dal suo avvio, sta già dando i primi risultati la campagna del Comune di Ozieri “Un amico per sempre” che incentiva con contributi economici l’adozione dei cani randagi catturati a Ozieri e ospitati nel canile convenzionato di Ittiri. Dall’esordio dell’iniziativa sono già stati adottati 15 cani (mentre per altri 5 la richiesta è in fase di esame). Di questi, i primi tre sono stati adottati in breve tempo a Ozieri, gli altri sono stati adottati nel circondario mentre altri tre hanno addirittura lasciato l’Italia essendo stati adottati tramite la convenzione che il Comune ha stipulato con l’associazione tedesca Saving Dogs attraverso la sede sarda di Olbia. Una circostanza, quest’ultima, che nei giorni scorsi ha provocato qualche polemica, in primo luogo perché, come obietta il presidente della sezione di Porto Torres Lega nazionale per la difesa del cane Sebastiano Candidda, tale accordo violerebbe l’articolo 5 della legge regionale 39 del 1993 «che impone di stipulare convenzioni solo con associazioni iscritte da almeno sei mesi al Registro Generale del Volontariato in cui la Saving Dogs non figura», e in secondo luogo perché si teme che di questi cani si perdano le tracce e che non si possa effettuare quel controllo sul loro stato di salute che invece il regolamento comunale pone come obbligatorio per due anni dopo l’adozione. Problemi che non sono tali per l’assessore all’ambiente Carmelo Lostia, che assicura che la convezione con Saving Dogs è del tutto legittima e che prevede il medesimo controllo richiesto agli altri adottanti, ovvero la presentazione di referti veterinari su stato di salute e vaccinazione dei cani nei successivi due anni dall’adozione. «La convenzione con Saving Dogs - dice inoltre Lostia - non è la sola stipulata dal Comune, cosa che ha facilitato l’adozione di altri cani. È diversa solo perché è per noi leggermente più vantaggiosa, poiché prevede un contributo una tantum di 500 euro e non quello previsto in tranche che ammonta complessivamente a 700». «Se vedessi qualcosa che non va sarei il primo a obiettare - dice ancora l’assessore - perché tutto deve essere fatto nel massimo rispetto del benessere dei cani adottati. Se altre associazioni si proporranno per stringere convenzioni saremo i primi a rallegrarcene, e non certo per un mero calcolo economico: le associazioni garantiscono maggior controllo, e oltretutto hanno mezzi e contatti per promuovere, e quindi moltiplicare, le adozioni rispetto a quanto possono fare il Comune o il personale del canile». Il fattore economico però è importante, e non lo si può negare: nel canile di Ittiri al primo gennaio erano presenti 139 cani, che costano agli ozieresi 700 euro l’anno ciascuno, per cui è innegabile che favorendo le adozioni il risparmio di risorse nel lungo periodo sarà notevole (stimando un’aspettativa di vita del cane di dieci anni in canile, si parla di 7000 euro a cane e il calcolo è semplice da fare), senza contare il benessere per la bestiola nel vivere in una famiglia piuttosto che in un struttura che, per quanto organizzata, non può sostituire una casa vera.

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