Quando il retrò si trova nelle bancarelle
Lo “svuotacantine” dell’Emiciclo un punto di riferimento. L’antiquariato certificato ha ancora seguito
SASSARI. C’è un altra realtà che è ormai diventata un punto di riferimento per gli vuole comprare o scambiare oggetti: lo “svuotacantine”, il mercatino dell’usato che è diventata una presenza all’emiciclo Garibaldi . “Dalla soffitta alla piazza” opera già da diversi anni grazie all’associazione “Artistiinporto” e si è ritagliato uno spazio importante. «Per Natale abbiamo assicurato una presenza di cinquanta bancarelle – spiega Patrizia Piga – e siamo più che contenti del risultato. Il nostro scopo è anche di creare movimento nel centro cittadino con le nostre proposte alternative. Intanto abbiamo visto che la clientela è interessata e anche chi vuole disfarsi di qualcosa che non utilizza più trova un punto di riferimento nel nostro svuotacantine dove può scambiare i suoi oggetti».
Non solo usato, però, perché c’è chi continua a volere un pezzo “certificato”, e quindi si rivolge a i propri negozi di riferimento specializzati dove trovare pezzi d’antiquariato o comunque particolari per pregio e per valore economico.
L’antiquariato, dopo il boom degli anni passati, continua a godere di una clientela scelta che è affascinata da cose di qualità, che vuole il bel mobile o il gioiello d’epoca e che si affida all’esperienza dei venditori per essere orientato negli acquisti. Valentina Delogu, nel suo “Old is great” in via Università, quando ha iniziato il suo lavoro di venditrice di bijoux e altri oggetti d’epoca ha puntato proprio su questo settore che in città era scoperto. «Ho un passato da biologa e così ho applicato la scienza anche nel commercio dei monili – spiega – per cui ho sempre avuto una passione. Ho scoperto un’attenzione e una curiosità verso la bigiotteria da parte della clientela che ha l’occasione di apprezzare il genere e che, una volta orientata per l’acquisto, vuole conoscere nel dettaglio anche notizie sulla fattura del gioiello, la sua provenienza, l’epoca». Sono spille, collane, anelli vintage che arrivano da tutto il mondo e prevalentemente del secolo scorso, prodotti con materiali anche insoliti. Il retrò, insomma, tira e nonostante non siano più i tempi di grandi investimenti sull’arredamento o sui preziosi antichi, si continua a soddisfare il gusto di possedere un pezzo che, magari, potrebbe essere custodito anche in un museo. (p.f.)
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