Far West nel parco Mariani tra le bestie inselvatichite
Bonorva, trenta barracelli a cavallo, carabinieri e vigili sgomberano i terreni I capi catturati trasferiti all’ex mattatoio. Il sindaco: «L’avevo promesso»
BONORVA. L’ormai annoso, controverso e sinora irrisolto problema della piena e assoluta disponibilità della tenuta comunale di Mariani, grazie alla decisa e ferma posizione dell’attuale amministrazione guidata da Massimo D’Agostino, pare stia trovando la giusta e concreta soluzione. Finora non sono bastati diversi gradi di giudizio e numerose sentenze a favore per liberare il compendio dal bestiame che vi pascola abusivamente. I proprietari del bestiame hanno continuato a opporre osservazioni e perizie, finché i giudici, già due anni fa, non decisero di respingere tutte le istanze e chiudere la procedura condannandoli al saldo del conto spese presentato dal Comune e autorizzando nel contempo l’amministrazione alla cattura e macellazione del bestiame abusivo.
Il sindaco, martedì scorso, viste le varie sentenze favorevoli, ha indicato una serie d’iniziative per la tutela pubblica contro lo sconfinamento e il pascolo abusivo e per eliminare la situazione di pericolo, rappresentata dalla presenza di bestiame inselvatichito, e ha promosso un primo servizio di controllo e cattura del bestiame bovino al pascolo abusivo.
All’intervento, oltre al primo cittadino, hanno partecipato gli assessori Claudio Dettori e Giovanni Fozzi, un agente della polizia municipale, trenta barracelli a cavallo, con il capitano Vittorio Testoni, l’ispettore superiore del corpo forestale, Franco Corrai e una pattuglia di carabinieri del comando compagnia di Bonorva. Dopo un controllo del territorio e la cattura, resa difficile e pericolosa per la presenza di una vegetazione molto fitta e di bestiame ormai inselvatichito, sono stati recuperati alcuni capi bovini, fra i quali uno con targhetta identificativa.
Nella stessa giornata il sindaco ha firmato un’ordinanza con la quale ha stabilito “il divieto assoluto di transito, accesso e pascolo di animali bovini, ovini e caprini all’interno della tenuta”, “il divieto di accesso alle necropoli di “Sa Pala Larga e il divieto di attività che possano arrecare disturbo o pericolo alla nidificazione della aquile o di altre specie protette”. Ha ordinato ai barracelli, nel rispetto del regolamento della compagnia, la cattura di tutti i capi di bestiame sorpresi al pascolo abusivo nel compendio, ed il trasferimento nei locali dell’ex mattatoio comunale per essere sottoposto agli accertamenti veterinari e tenuto in custodia.
Il mancato rispetto dell’ordinanza, nella quale sono stabilite anche le procedure per il rilascio o la macellazione dei bovini, prevede l’applicazione di multe che andranno da 25 a 500 euro per ogni capo, mentre per i trasgressori del divieto di accesso alle necropoli e di disturbo alla fauna potrà essere comminata una multa di 100 euro e la denuncia all’autorità giudiziaria. Massimo D’Agostino stavolta, rivolto agli abusivi, ha fatto capire di fare sul serio. «Per me è una questione di principio – ha affermato –, non è che mi stiano disturbando, io le cose che debbo fare le sto facendo, adesso è un problema loro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
