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Sassari, inchiesta sulle "patenti facili" con 117 imputati: è tutto prescritto

Sassari, inchiesta sulle "patenti facili" con 117 imputati: è tutto prescritto

La maxi inchiesta della questura nel 2013 aveva portato alla sbarra oltre cento persone

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SASSARI. Si è concluso con la prescrizione per 112 imputati e l’assoluzione per altri 5 il processo scaturito dall’inchiesta della Procura di Sassari sulle cosiddette “patenti facili” al termine di indagini della squadra mobiledurate un paio d’anni.

Il lavoro della questura sassarese - partito nel 2010 - si era concentrato attorno ad alcune scuole guida della città dove, secondo la polizia, era stato organizzato un vero e proprio traffico di licenze, con tanto di presunta corruzione di funzionari della Motorizzazione civile che avrebbero fornito aiuti preziosi, come le dritte sui test ai candidati. Le indagini della Procura della Repubblica avevano ricostruito un presunto commercio di patenti, obiettivo di un ipotetico scambio di soldi o «altra utilità» - come scriveva all’epoca dei fatti il pm Michele Incani - tra candidati evidentemente non così sicuri di passare l’esame e impiegati della Motorizzazione.

Il tutto attraverso - è sempre la ricostruzione dell’allora sostituto procuratore - i titolari di alcune autoscuole. Un maxi processo che ha coinvolto, nella difesa degli imputati, decine di avvocati. Ieri mattina il collegio presieduto dal giudice Elena Meloni ha assolto gli unici cinque imputati che rischiavano una condanna per tutti gli altri è arrivata la prescrizione. L’assoluzione per non aver commesso il fatto è arrivata per Franco Spanu, funzionario della motorizzazione difeso dagli avvocati Pietro e Luca Diaz, per i fratelli Giovanni e Pasquale Ladu di Sarule difesi dall’avvocato Mario Pittalis e per Costantino Porcu e Giovanni Mula difesi dall’avvocato Giuseppe Nicola Murineddu. Agli ultimi quattro veniva contestato il reato di falso per aver apposto, con la presunta complicità di Franco Spanu, in alcune carte di circolazione il tagliando di avvenuta revisione mentre in realtà non era stata effettuata.

L’inchiesta aveva creato non poco scalpore in città e nel circondario. Patenti di guida A e B sarebbero state elargite con troppa generosità nel 2008 e al termine delle indagini, all’inizio del 2010, sei tra funzionari della Motorizzazione e titolari di autoscuole, erano finiti in manette: tre in carcere, gli altri ai domiciliari (tutti liberati dopo poco). (l.f.)

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