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Sassari

Risonanza magnetica e appalti alla Asl di Sassari, indaga la Guardia di finanza

di Salvatore Santoni
Risonanza magnetica e appalti alla Asl di Sassari, indaga la Guardia di finanza

Nel mirino gli acquisti di macchinari sotto la gestione Giannico. Documentazione al setaccio del nucleo di polizia tributaria

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SASSARI. La Guardia di finanza passa ai raggi X gli acquisti delle risonanze magnetiche dell’Asl. Nei giorni scorsi i militari del Nucleo di polizia tributaria hanno acquisito una serie di carte relative agli acquisti dei macchinari elettromedicali effettuati tra il 2012 e il 2014. Nelle prossime settimane il materiale raccolto sarà passato al setaccio per capire se le procedure sono in ordine.

Il nuovo filone di indagini è partito all’indomani della chiusura dell’inchiesta da parte della Procura di Sassari su una serie di proroghe contrattuali controverse. I militari si sono presentati nell’ufficio Appalti e contratti, nella sede dell’azienda sanitaria sassarese, e hanno prelevato una serie di delibere e determinazioni. Le fiamme gialle del Nucleo di polizia tributaria, guidato dal comandante Marco Sebastiani, avrebbero acquisito una discreta mole di documentazione relativa agli acquisti milionari di una serie di macchinari elettromedicali, le risonanze magnetiche, acquistata dall’Asl tra il 2012 e il 2014. Documenti che ora verranno passati al setaccio nel comando provinciale in via Baldedda. In particolare, le fiamme gialle avrebbero buttato l’occhio su una risonanza che si trova all’ospedale Santissima Annunziata. Ma non solo. Gli acquisti dei macchinari elettromedicali dell’Asl erano già finiti nella bufera un paio d’anni fa, nel mese di novembre del 2014. Cioè quando i consiglieri regionali Roberto Desini e Anna Maria Busia avevano portato il caso in aula firmando un’interpellanza per chiarire la procedura di acquisto di una risonanza magnetica a cielo aperto che l’ex manager dell’Asl sassarese, Marcello Giannico, aveva vistato con una delibera alla fine del 2014. Si trattava di un affidamento diretto di quasi 900mila euro.

I due consiglieri avevano evidenziato che il macchinario era di vecchia generazione e che nel frattempo all’ospedale Marino di Alghero era presente – ma inutilizzato – un macchinario di una generazione superiore. Ma al centro della contestazione dei consiglieri regionali c’era la presunta violazione del codice degli appalti. Desini e Busia avevano fatto notare che gli acquisti oltre soglia comunitaria, all’epoca poco più di 200mila euro, dovevano necessariamente essere fatti con un bando a evidenza pubblica. Un dettaglio che probabilmente hanno notato anche i finanzieri. Il recente approfondimento messo in campo dal Nucleo di polizia tributaria arriva all’indomani della chiusura dell’inchiesta della Procura (sono due filoni distinti) su una serie di appalti strategici dell’Asl, scaduti in alcuni casi anche da tre o quattro anni senza che lo staff tecnico provvedesse a bandire nuove gare. Servizi che, tra il 2011 e il 2014, sono andati avanti in regime di proroga. Nelle scorse settimane la Procura ha notificato gli ultimi avvisi di chiusura delle indagini preliminari a 21 persone con incarichi (all’epoca dei fatti) ai vertici della sanità sassarese. L’accusa è abuso d’ufficio.

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