Sassari, il rione “signorile” si sente abbandonato
Cappuccini, il lento declino e le speranze di riscatto all’ombra delle ultime ville liberty. L’emblema del degrado è il caseggiato dell’ex colonia campestre
SASSARI. Il caseggiato che ospitava la circoscrizione, nell’ex colonia campestre, è l’emblema del disarmo di un quartiere che certamente ha visto giorni migliori. Dopo un recente raid vandalico qualcuno, dal Comune, deve aver pensato bene di sprangarne gli ingressi, ma i balordi, non paghi, hanno trovato sfogo sulle pareti esterne facendo scempio dell’edificio. Tutto questo a pochi metri dalla scuola elementare e da una palestra molto frequentata.
Siamo in via Savoia, quartiere di Cappuccini, diecimila abitanti, l’elegante auditorium comunale è a un tiro di schioppo, chiesa e conservatorio praticamente a fianco. Se i problemi si limitassero alle brutte condizioni dell’ex colonia, inaugurata nel 2014 dal sindaco Gianfranco Ganau, ormai dimissionario, il quartiere, forse, potrebbe meritare ancora l’aggettivo “signorile” usato da Wikipedia. Ma basta fare un giretto e parlare con le persone per rendersi conto che a Cappuccini, di signorile è rimasta solo la gente. Negli anni si sono accumulati diversi problemi mai affrontati che nell’ultimo periodo hanno ormai acquisito il carattere dell’emergenza.
Via Savoia è al collasso. Da tempo è stata segnalata la situazione caotica di via Savoia che nelle ore di punta diventa un fiume in piena: non è la solita lamentela sul traffico, la questione è molto più seria. Il problema di fondo, infatti, è la sosta perenne di macchine sui due lati della strada, molte in divieto, che restringono il tratto e intralciano la circolazione. Soprattutto nella parte bassa, la carreggiata si riduce a tal punto da costringere gli automobilisti al senso unico alternato.
Le reazioni nervose, al limite del litigio, sono all’ordine del giorno perché non tutti sono propensi a cedere il passo. Ma la sosta selvaggia è un problema anche nelle vie Carlo Rugiu, Monsignor Marongiu e Carso dove in certe ore, per via dei marciapiedi molto stretti, a malapena riesce a passare una persona normale, per un disabile, o una mamma con passeggino, diventa un percorso a ostacoli. Eppure, a una manciata di metri c’è un silos, 430 posti auto su quattro piani che potrebbe fare molto per risolvere il problema.
Parcheggio auditorium, eterna incompiuta. La domanda di tutti, da quelle parti, è questa: che fine ha fatto il parcheggio dell’Auditorium? Il tema è stato al centro di un’interrogazione dei Riformatori in consiglio comunale, ma la risposta del Comune, quella concreta, è ancora di là da venire. Dopo una lunga gestazione e la devastazione di un incendio, l’auditorium, ora, ha il problema del silos diventato ormai una telenovela.
Due assessori, Salvatore Demontis prima, Ottavio Sanna poi, avevano annunciato la consegna dei lavori, ma a oggi tutto tace. Sembrerebbe che la struttura non abbia ingresso né uscita, o meglio, l’uscita c’è, su viale Mameli, ma fa anche da ingresso. In origine il progetto prevedeva l’ingresso da via Piave utilizzando, salvo esproprio, una porzione di terreno privato tra due palazzine. Gli inquilini di uno dei due stabili, però, preoccupati per quella fiumana di macchine sotto casa, avevano fatto ricorso al Tar, vincendolo. I Riformatori ritengono che i termini per l’esproprio ci siano perché nel frattempo sembre ci sia stata una modifica di legge, ma occorrerebbe sbancare un gigantesco blocco di tufo che sorge tra i due edifici. Il Comune continua a nicchiare, intanto il quartiere esplode.
Piazzale di Cappuccini cantiere aperto. Per restare in tema di incompiute, a pochi metri dal silos c’è il piazzale di Cappuccini che da qualche tempo è cantiere aperto. Tempo fa gli operai di un’impresa avevano sistemato le transenne a ridosso delle ringhiere, il pannello parla di intervento di manutenzione su una struttura vincolata dalla Soprintendenza.
L’opera, la sostituzione delle ringhiere, avrebbe dovuto essere consegnata l’anno scorso, ma qualcuno, con un pennarello nero, di recente, ha modificato la data portando la scadenza a dicembre prossimo. Intanto, malgrado i divieti di sosta, anche qua, c’è chi continua a parcheggiare con disinvoltura mentre le scorte di pazienza, fra la gente di Cappuccini, stanno davvero per esaurirsi.
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