Rifiuti, il Comune di Sedini sborserà 123mila euro

È la cifra che dovrà versare nelle casse di Tergu: lo ha stabilito il Consiglio di Stato L’amministrazione impugnò una sentenza del Tar sulla gestione della raccolta

TERGU. Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di sospensiva al decreto ingiuntivo emesso dal Tar contro il Comune di Sedini che contestava l’incarico, affidato alla società Anglona, di svolgere l’attività di smaltimento rifiuti e l’onere per il Comune di Tergu, sede della stessa società, di essere destinatario delle corrispondenti fatture e chiamato quindi a provvedere alla loro regolarizzazione per nome e per conto dei Comuni destinatari del servizio di raccolta e smaltimento di quanto derivante dalla raccolta differenziata negli anni 2008, 2009 e 2010. Il Comune di Sedini aveva impugnato la sentenza numero 536 del 2016, recante il riconoscimento e l’attribuzione in favore del Comune di Tergu di 123.342,72 euro (più spese legali), esattamente quanto confermato ora con ribadita liceità degli atti a riguardo. L’opposizione alla sentenza del Tar datata 30 giugno 2016, che già allora dava ragione al Comune di Tergu, aveva comportato l’opposizione del Comune di Sedini davanti al Consiglio di Stato, organo che oggi, giovedì 16 febbraio, ha respinto l’istanza di sospensione al pignoramento delle somme presso il tesoriere del Comune di Sedini. «A più riprese ho cercato di raggiungere un accordo con l’amministrazione comunale di Sedini - tiene a precisare Gianfranco Satta, sindaco di Tergu - soprattutto dopo che il Tar aveva già dato ragione al Comune di Tergu. Cercavo di trovare un punto di incontro che prevedesse una transazione concordata, in modo da non arrecare ulteriori danni e spese inutili e suppletive ai Comuni di Sedini e Tergu. Purtroppo non è andata come volevo, mi dispiace ma sono contento che la giustizia abbia fatto il suo corso riconoscendo quanto noi già affermavamo con convinzione. Il Consiglio di Stato ha riconosciuto la liceità del credito maturato, con aggravio di spese per il Comune soccombente».

La sentenza mette così la parola fine alla vicenda e fa definitivamente chiarezza su una brutta storia che ha visto i Comuni dell’Anglona e i rispettivi sindaci, di oggi e di ieri, scambiarsi accuse pesanti e con conseguenti e necessari richiami a una giusta e trasparente gestione, nell’interesse dei cittadini, di una società a maggioranza pubblica che nel frattempo è fallita per mancanza di liquidità, trascinando con sé tutte le aspettative che aveva generato. Il Comune di Tergu era difeso dall’avvocato Costantino Murgia.

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